Rapporto Unicef – Save the Children: 1 bambino su 5 in Europa «ansioso per il futuro»

Coinvolti nell’indagine oltre 10mila ragazzi dagli 11 ai 17 anni. Suica (Commissione Ue): «Dare a tutti la possibilità di diventare i leader di domani»

“La nostra Europa. I nostri diritti. Il nostro futuro”: si intitola così il rapporto diffuso oggi, 23 febbraio, da ChildFund Alliance, Eurochild, Save The Children, Unicef e World Vision, frutto di un sondaggio online per il quale stati coinvolti più di 10mila bambini e giovani tra gli 11 e i 17 anni all’interno e fuori dall’Europa. Il risultato: un bambino su 5 nell’Unione europea ritiene di essere cresciuto infelice e di essere ansioso per il futuro. In particolare, la pandemia di Covid-19, si legge nella nota di presentazione, «ha spinto bambini e giovani in Europa e oltre verso stress e incertezza».

Circa 1 bambino su 10 tra quelli consultati per il rapporto ha riferito di vivere con problemi di salute mentale o sintomi come depressione o ansia. Più a rischio le ragazze rispetto ai ragazzi; maggiori problemi nei più grandi rispetto ai bambini più piccoli. Ancora, un terzo dei bambini coinvolti nella consultazione ha vissuto discriminazione o esclusione; percentuale che sale al 50% tra i bambini con disabilità, bambini migranti, di minoranze etniche o ragazzi/e che si identificano come Lgbtq+. In 3 su 4 si sentono felici a scuola ma l’80% dei 17enni intervistati ritiene che la formazione ricevuta non li prepari bene per il loro futuro. A ciò si aggiunge che la maggior parte dei ragazzi e delle ragazze coinvolte vorrebbe fare dei cambiamenti nella propria vita scolastica: il 62% degli intervistati vorrebbe avere meno compiti a casa e il 57% vorrebbe avere lezioni più interessanti. Quasi un terzo degli intervistati vorrebbe influenzare il contenuto dei programmi scolastici, con più attività sportive (33%), approfondimenti sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (31%) e più materie artistiche (31%). Infine, l’88% dei bambini e dei giovani consultati si dichiara consapevole del cambiamento climatico e del suo impatto sulla loro comunità, l’8% più o meno consapevoli e il 4% non sicuro.

Nella parole della vicepresidente della Commissione europea Dubravka Šuica, «i bambini sono esperti sulle questioni che li riguardano e sono già attori importanti qui ed ora. Il nostro ruolo è quello di permettere e dare a tutti loro la possibilità di continuare a percorrere la strada che li porterà a diventare i leader di domani». La consultazione con i bambini, ha aggiunto, «è una svolta per noi della Commissione europea e un passo importante verso una maggiore partecipazione dei bambini. La partecipazione, l’uguaglianza e l’inclusione sono i principi guida sia per la Strategia dell’Ue sui diritti dei bambini che per la Child Guarantee nel 2021. Dobbiamo e vogliamo garantire che tutti i bambini abbiano un uguale inizio di vita e prosperino in questo mondo, liberi dalla paura e dal bisogno».

Le organizzazioni promotrici parlano di «un rapporto storico: è la prima volta che così tanti bambini e giovani possono influenzare e determinare direttamente la politica dell’Ue – hanno spiegato -. Non potrebbe arrivare in un momento più importante, dato che i bambini stanno affrontando gli impatti psicologici e pratici della pandemia da Covid-19, dovendo adattarsi a una nuova realtà per gli anni a venire. Poiché si tratta del loro futuro, le loro opinioni devono emergere nelle decisioni prese dall’Ue». Per Nicolas Schmit, commissario europeo per il lavoro e i diritti sociali, «mentre affrontiamo le conseguenze socio-economiche della pandemia da Covid-19, non vogliamo semplicemente proteggere i nostri bambini ma anche investire su di loro, in modo che abbiano il miglior inizio di vita possibile e possano crescere bene».

Sulla stessa linea anche il commissario europeo per la Giustizia Didier Reynders, secondo cui «la costruzione di una strategia globale per i diritti dei bambini deve includere tutte le aree rilevanti, dalla salute (compresa la salute mentale), all’inclusione sociale, all’istruzione, alla giustizia a misura di bambino, ai bambini coinvolti nelle migrazioni e alla partecipazione al processo democratico. È estremamente importante ascoltare i bambini, sentire le loro voci su questi argomenti». Per l’europarlamentare David Lega, co presidente dell’intergruppo sui diritti dell’infanzia, «come politici, è nostra responsabilità dare a tutti i bambini una reale possibilità di raggiungere il loro pieno potenziale e crescere bene in tutti i contesti, senza lasciare nessuno indietro».

23 febbraio 2021