Recovery Plan, Save the Children: obiettivo puntato sulla scuola

L’organizzazione chiede asili nido in tutto il Paese, tempio pieno e mense scolastiche. Milano: «Coinvolgere i giovani nella definizione del Piano»

Incentrate sul pianeta scuola le proposte presentate dalla delegazione di Save the Children ricevuta ieri, 2 febbraio, in audizione dalla Commissione bilancio della Camera dei deputati sul Piano nazionale di ripresa e resilienza. Anzitutto, una road map per dotare di asili nido tutto il Paese, a partire dai territori più svantaggiati (oggi la copertura degli asili nido pubblici e convenzionati è solo del 13,4%); quindi, tempo pieno per tutte le scuole dai 3 ai 14 anni (oggi solo nel 34% delle classi primarie e il 13,1% delle classi secondarie di primo grado) e mense scolastiche, per rispondere anche all’impoverimento delle famiglie.

A illustrare le proposte dell’organizzazione, la direttrice dei programmi Italia – Europa Raffaela Milano e Fosca Nomis, responsabile dell’advocacy, che hanno citato anche la rcente indagine di Save the Children secondo cui quasi 7 ragazzi e ragazze su 10, tra i 14 e i 18 anni, hanno sentito parlare del “Next Generation” e molti vorrebbero saperne di più. «Vi chiediamo di coinvolgere nella definizione dei Piano e nel monitoraggio sul territorio i giovani che oggi vivono le conseguenze della crisi e domani dovranno riparare i danni che la crisi ha prodotto», ha detto Raffaela Milano.

Apprezzamento, da parte dell’organizzazione, per la scelta di investire su una rete nazionale di asili nido: «Una vera innovazione, se si considera che in alcune regioni, come la Calabria, oggi l’offerta pubblica raggiunge meno di 3 bambini su 100 e che il livello di copertura nazionale è del 25%, di cui poco più della metà a titolarità pubblica e convenzionata (13,4%)». Quello che viene chiesto però è un ulteriore incremento delle risorse e una maggiore trasparenza sui criteri di stima dei costi: non è chiaro infatti come la somma di 3,6 miliardi di euro possa effettivamente raggiungere un target di offerta di servizio per l’80% dei beneficiari. Secondo l’organizzazione, per superare le diseguaglianze è fondamentale «stabilire soglie target al livello regionale e non solo nazionale; rendere il servizio degli asili nido gratuito, così come le scuole dell’infanzia; definire una road map per coprire in modo prioritario le aree più svantaggiate».

3 febbraio 2021