Religions for Peace e Act Alliance: «Fare il possibile per fermare la pandemia»

La dichiarazione congiunta dei leader religiosi per chiedere a tutte le comunità di qualunque fede e credo di mobilitarsi, seguendo le indicazioni dei governi

«Il virus Covid-19 presenta al mondo intero una serie di sfide umanitarie, finanziarie, sociali e politiche, che non risparmiano neppure leader e istituzioni religiose. Noi, come persone aderenti a tutte le fedi, abbiamo il dovere di partecipare alla lotta contro questa pandemia. Dobbiamo fare il possibile per fermarne la diffusione». Religions for Peace, l’organizzazione internazionale che conta tra i partner più di 900 rappresentanti di tutte le religioni, e Act Alliance – un’alleanza di 140 Chiese che lavorano a favore dei più poveri -, firmano una dichiarazione congiunta in cui chiedono a tutte le comunità di qualunque fede e credo di mobilitarsi per proteggere i loro membri, seguendo le indicazioni fornite dai governi.

Azza Karam, segretario generale di Religions for Peace, e Rudelmar Bueno de Faria, segretario generale di Act Alliance, rivolgono l’invito ad ascoltare «la saggezza della comunità scientifica» e il consiglio degli esperti: «Ascoltiamo gli appelli dei leader religiosi che ci ricordano di onorare il divino dentro ciascun essere umano anzitutto proteggendolo», chiedono con determinazione. Karam e Bueno de Faria sono ben consapevoli del dolore di tanti fedeli che non possono accedere a chiese, moschee, sinagoghe e templi e sono altrettanto consapevoli che per molte religioni questo è un tempo sacro, in cui non è facile rinunciare al culto o alle prescrizioni religiose. Le notizie, però, che molte comunità si sono rifiutata di seguire le prescrizioni dell’Organizzazione mondiale della sanità e dei rispettivi Stati, rischiando così di espandere il contagio, li ha spinti ad incoraggiare la creatività nell’esprimere la fede e la responsabilità di ogni comunità nel «proteggere, salvare e onorare il respiro divino dentro ciascun essere umano».

I due segretari hanno sottolineato anche la rete di solidarietà offerta e sostenuta da tante istituzioni religiose nel mondo, che sul territorio stanno rispondendo alla crisi umanitaria da attori e agenti di cambiamento. Su questa scia invitano tutti gli aderenti alle due organizzazioni a continuare a cooperare alla soluzione della crisi «con compassione ed efficacia».

27 marzo 2020