Riapre il Bioparco: sui social le storie degli animali

Francesco Petretti, presidente della Fondazione: «Gli “abitanti” richiedono cure e assistenza continua». Le iniziative di adozione a distanza

Il Bioparco, 17 ettari con mille animali di oltre 150 specie diverse e centinaia di alberi, offre una realtà immersiva di grande suggestione. Ha potuto aprire le sue porte anche quando le istituzioni museali tradizionali sono dovute rimanere chiuse. Il distanziamento sociale, cui si aggiungono i dispositivi di sanificazione, non è mai stato un problema. Nonostante questo, tuttavia, anche nel caso del Bioparco è stata di grande importanza la tecnologia in alcuni periodi di chiusura totale legati alla pandemia: «Anche noi – dichiara il presidente della Fondazione Bioparco, Francesco Petretti – abbiamo fatto ricorso alla cosiddetta Dad. Abbiamo usato i social, soprattutto Facebook e Instagram, per aggiornare il pubblico sulle storie dei nostri animali, perché per sua natura il Bioparco non chiude mai e i suoi abitanti richiedono cure e assistenza continue».

Unioni “sentimentali” e nascite sono gli eventi che Petretti comunica sempre con grande partecipazione, essendo biologo e zoologo, nonché divulgatore di programmi Rai. Il benessere degli animali e la conservazione del loro habitat è quello che più preme al presidente, che ritiene fondamentale il rapporto di elezione con il pubblico romano e l’affluenza dei visitatori, visto il grande impegno, anche economico, legato alla gestione del Bioparco. «Stiamo naturalmente sperimentando un flusso di visitatori ridotto – ammette – ma nonostante questo abbiamo riscosso un discreto successo a febbraio e nei primi giorni di marzo; speriamo che i nostri amici romani continuino a sostenerci il più possibile. Per questo ricordo le iniziative di donazione e le adozioni a distanza. Si possono adottare, ad esempio, scimpanzé, giraffe, elefanti, tigri. Sono specie simbolo, ambasciatori di ambienti naturali che stanno lentamente scomparendo». L’adozione è un modo per avvicinare agli animali soprattutto i bambini. «Teniamo informate le persone sulla vita dell’animale adottato. E poi speriamo di recuperare presto un rapporto più diretto, come l’esperienza di nutrire gli animali o l’avvicinarsi “a tu per tu” in sicurezza».

Dopo la riapertura, da martedì 30 marzo a venerdì 2 il Bioparco ha osservato la chiusura pasquale dal 3 al 5 aprile. La ripartenza è avvenuta ieri, 6 aprile, e la speranza naturalmente è di mantenere le porte aperte il più a lungo possibile. «Abbiamo dovuto vietare l’accesso agli spazi chiusi come il museo dei crimini ambientali e il rettilario, limitare l’accesso all’area ristorazione, dunque organizzare un itinerario ridotto, ma siamo potuti rimanere aperti anche quando le istituzioni museali tradizionali erano chiuse, sempre rispettando le disposizioni di legge», conclude il presidente, che ricorda alcune significative novità: «Stiamo ristrutturando la fattoria, un luogo dove i bambini potranno avere contatti più diretti con cavie, capre e galline, i fenicotteri stanno per deporre le uova e nel rettilario sono arrivate le grandi lucertole sudamericane».

8 aprile 2021