Riders e lavoratori fragili, arriva la Stazione Lavoro

La struttura inaugurata a San Giovanni dalla Fit-Cisl Lazio: uno spazio per fare pausa, ricaricare il telefono, ma anche per ricevere assistenza economica e supporto giuridico. Masucci: «Un "ristoro" a 360 gradi»

Uno spazio nato per dare risposte dirette e concrete ai lavoratori come “riders” e “drivers” o a chi è in cerca di un’occupazione. Una sorta di “ristoro”, da vivere a 360 gradi soprattutto in un tempo di crisi e disagi come quello attuale. Si tratta della nuova “Stazione Lavoro” inaugurata ieri, 13 aprile, dalla Fit-Cisl Lazio in via San Giovanni in Laterano 94. L’obiettivo: «Dare un aiuto concreto, non solo in termini strumentali ma anche psicologici, ai lavatori fragili», spiega Marino Masucci, segretario generale della Fit-Cisl del Lazio. Si tratta appunto di tutti quei lavoratori «che, soprattutto nella pandemia – racconta il sindacalista – hanno avuto un forte aumento del carico di lavoro ma non altrettante tutele». La notizia choc di qualche giorno fa, confermata poi dagli Stati Uniti, ovvero che gli autisti di una nota azienda di consegne siano costretti ad “andare in bagno” usando delle bottiglie di plastica «è un qualcosa che accade anche qui – denuncia il sindacalista – e questo posto mette a disposizione anche una cosa che nel 2021 dovrebbe essere scontata come il bagno ma anche un posto dove poter mangiare che non sia il furgone o semplicemente la possibilità di trascorrere la pausa in compagnia».

Sono tante, lo si apprende spesso dalla cronaca nazionale, le storie di lavoratori che ogni giorno combattono con situazioni al limite e con la precarietà dei propri impieghi. «La nostra è una battaglia unitaria, qualsiasi siano le sigle sindacali e le città, perché siamo tutti sulla stessa barca e iniziative come questa sono le benvenute. Ci danno servizi che mancano», è la testimonianza del rider Antonello Badessi. «Il nostro settore – spiega – è così variegato che le storie personali sono decine e tutte diverse, da chi fa il rider come secondo lavoro o per pagarsi gli studi a chi invece ne ha fatto una professione per vivere e sta anche 14 ore in strada». Gli stessi riders sono consapevoli, inoltre, che «non tutti gli oneri possono ricadere sulle spalle dei ristoratori – aggiunge Badessi – e per questo la Stazione Lavoro è indispensabile per fermarsi, fare pausa, ricaricare il telefono o per altre esigenze».

La Stazione Lavoro vuole essere anche un centro di ascolto e di supporto giuridico per chi è alla ricerca di un impiego o spesso vede calpestare i propri diritti. «La vita di queste persone – spiega Carlo Costantini, segretario generale della Cisl di Roma e Rieti – è gestita da un algoritmo che non tiene assolutamente conto delle loro vite, neanche del tempo o del traffico, ma si preoccupa solo delle consegne, con una media di tre minuti per ognuna». Situazioni che diventano dunque paradossali «e noi vogliamo che questi lavoratori siano consapevoli di ciò che gli dovrebbe spettare», sottolinea il sindacalista. Proprio per questo, la nuova realtà inaugurata ieri comprende anche «l’assistenza economica tramite Caf e un patronato», riferisce Rosita Pelecca, della Cisl Lazio. Dunque un sistema integrato tra servizi per i lavoratori, spazio di co-working e momento di ristoro che, si augura Pelecca, «possa fare da apripista per iniziative simili». L’obiettivo su larga scala, infatti, è proprio quello di «diffondere una cultura della prossimità tra sindacati e lavoratori, per stare letteralmente in strada – prosegue -, stare vicino alle persone e alle famiglie e tutelare chi oggi stenta ad arrivare a fine mese con lavori difficili e senza le adeguate tutele».

14 aprile 2021