Rifugiati, dalla Caritas romana due case di semi-autonomia

Le iniziative per celebrare la Giornata mondiale 2015, il 20 giugno. Feroci: «L’accoglienza dei protetti internazionali non è all’anno zero»

Le iniziative per celebrare la Giornata mondiale 2015, il 20 giugno. Feroci: «L’accoglienza dei protetti internazionali non è all’anno zero»

Due case di semi-autonomia per i rifugiati e richiedenti asilo che escono dal circuito di accoglienza senza avere completato il percorso di integrazione. È questo il segno della Chiesa di Roma per la Giornata mondiale del rifugiato, sabato 20 giugno, che, per tutta la settimana entrante, sarà accompagnata da iniziative di solidarietà e sensibilizzazione. Una ricorrenza che quest’anno viene vissuta con una particolare attenzione dopo l’emergenza che è seguita ai nuovi sbarchi e all’arrivo a Roma di numerosi immigrati in transito verso altre destinazioni europee. Più di mille persone in strada, nell’arco dell’ultimo mese, per le quali non è mancato l’impegno di decine di volontari delle parrocchie del quartiere Tiburtino, prima nel campo di Ponte Mammolo e, dopo lo sgombero, nella zona della Stazione ferroviaria.

«L’accoglienza dei rifugiati e dei protetti internazionali non è all’anno zero», ricorda monsignor Enrico Feroci, direttore della Caritas romana. «Da anni, istituzioni e forze sociali – con la Chiesa in prima linea – lavorano per dare giustizia e dignità a chi arriva in cerca di un futuro migliore. Di fronte alle drammatiche vicende di questi giorni, che ci fanno apparire impotenti e sfiduciati per le normative e le scelte politiche disumane, dobbiamo rinnovare il nostro impegno». Oltre alla risposta immediata a chi ha bisogno, «a prescindere dalla nazionalità e dallo status giuridico», incalza monsignor Feroci, «chiediamo con forza, con le parole di Papa Francesco, al Comune di Roma e ai governi dei Paesi europei, che le migrazioni siano affrontate e gestite “in modo nuovo, equo ed efficace, che esige anzitutto una cooperazione internazionale e uno spirito di profonda solidarietà e compassione”».

Risposte fuori dall’ottica dell’emergenza sono le due strutture di accoglienza che la Caritas ha aperto in questi giorni per 7 donne nel quartiere di Colli Aniene e per 10 uomini nel quartiere Tuscolano. Luoghi di semi-autonomia per costruire insieme ai giovani rifugiati un percorso che consenta il raggiungimento di una reale integrazione sociale e lavorativa. I progetti prevedono l’inserimento in alloggi di convivenza, per un periodo che può durare fino a 18 mesi, di persone che abbiano già un lavoro – anche se precario – e che siano quindi in grado di contribuire con una quota minima alle spese mensili della casa, nell’ottica di mettere in gioco le proprie capacità e risorse e di iniziare a sperimentarsi nella gestione di un alloggio autonomo in Italia.

Sempre in occasione della Giornata del rifugiato, i centri di accoglienza Monteverde della Caritas di Roma e Il Faro del Centro Astalli dei padri Gesuiti, promuovono il 24 giugno una giornata di informazione, sensibilizzazione e festa nel territorio di Monteverde. Le donne e i loro bambini ospiti delle case, insieme ai volontari e agli operatori delle due organizzazioni, saranno presenti in piazza San Giovanni di Dio e in largo Nostra Signora di Coromoto con due stand informativi, in cui verranno distribuiti depliant e segnalibri, e date informazioni ai passanti. In serata è invece in programma un momento di festa e sensibilizzazione, presso la parrocchia della Trasfigurazione, con video, musica dal vivo e buffet multietnico.

19 giugno 2015