Rifugiati in Iraq e Siria, i nuovi progetti di Acs

Approvati da Aiuto alla Chiesa che soffre 19 contributi di emergenza per fornire medicine, viveri, alloggi e assistenza spirituale ai cristiani perseguitati

Approvati da Aiuto alla Chiesa che soffre 19 contributi di emergenza per donare medicine, viveri, alloggi e fornire assistenza spirituale ai cristiani perseguitati dall’Isis

Sale a oltre 15 milioni e 100mila euro il contributo stanziato dalla fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che soffre per l’Iraq dal 2014 ad oggi, mentre quello per la popolazione siriana si attesta intorno ai 9 milioni e 600mila euro, dal 2011 a oggi. Acs ha approgato infatti 19 ulteriori contributi di emergenza per garantire ai rifugiati siriani e iracheni viveri, medicine, alloggi e anche assistenza spirituale. Tra i progetti in cantiere, la costruzione di un asilo nido per 125 piccoli cristiani rifugiati a Bagdad; quasi un corollario delle 8 scuole prefabbricate già donate dalla fondazione a Rbil, in Kurdistan, che oggi permettono di studiare a oltre 7mila bambini. Sempre a Erbil saranno donate nuove docce e servizi igienici alle 175 famiglie del Villaggio che prende il nome dal fondatore di Acs Padre Werenfried, composto da circa 200 strutture prefabbricate offerte lo scorso anno dalla fondazione ai cristiani fuggiti dall’Isis.

«In paesi come l’Iraq – sottolinea il responsabile Acs per il Medio Oriente padre Andrzej Halemba – il nostro è l’unico sostegno che i cristiani ricevono. Per secoli i nostri fratelli nella fede hanno contribuito in modo determinante allo sviluppo delle società mediorientali ed ora, nel momento di maggior bisogno, sono stati abbandonati». Il contributo di Acs, ha commentato infatti l’arcivescovo caldeo di Erbil Bashar Warda, «è stato determinante per la nostra Chiesa. Ci ha permesso di prenderci cura delle famiglie di fedeli e assicurare loro
dignitose condizioni di vita». 182 in particolare i nuclei familiari cristiani rifugiati nelle diocesi di Kirkuk e Sulaimanya ai quali Acs fornirà aiuto economico, mentre le 135 famiglie dle cmapo profughi Vergine Maria di Bagdad, al quale la fondazione ha donato una cappella-container, riceveranno acqua, cibo e fornitura elettrica.

In Siria, dove la fondazione ha affiancato tra l’altro l’impegno di padre Jacques Mourad, il religioso sequestrato dall’Isis per cinque mesi, continuerà a provvedere alle necessità dei fedeli di Qaryatan, dove padre Jacques ha operato per oltre 15 anni, fornendo stufe e gasolio per tenere al caldo le tante famiglie fuggite dalla città e rifugiate ad Homs, Fairozah e Zaidal. Ancora, ad Homs Acs assicurerà cibo e beni di prima necessità a 4.500 famiglie di sfollati, mentre a Marmarita, nella cosiddetta Valle dei Cristiani (Wadi al-Nasara), saranno sostenuti i costi i gestione di numerose scuole per sei mesi. Infine la fondazione donerà una macchina alle religiose salesiane che gestiscono l’ospedale italiano di Damasco.

21 dicembre 2015