Riscoprirsi poveri, nella grotta con Bernadette

Dal 26 al 29 agosto si è svolto a Lourdes il pellegrinaggio diocesano. Nel paesino ai piedi dei Pirenei, con il cardinale vicario, inizia il nuovo anno pastorale della Chiesa di Roma

Comincia a Lourdes il nuovo anno pastorale della diocesi di Roma. Con un appuntamento che è quasi un «ritorno a casa» in un «luogo familiare»; una «terra santa» in cui «c’è una grotta sempre aperta», per tutti. Il cardinale vicario Angelo De Donatis ha celebrato due volte la Messa ai piedi della statua dell’Immacolata Concezione nella grotta di Massabielle. E per due volte ha invitato i fedeli che lo hanno seguito nel grande pellegrinaggio diocesano (più di 500 da Roma e provincia) a riscoprirsi poveri come Bernadette: «Venire a Lourdes significa spogliarci, riscoprirci nudi, come l’uomo nel giardino dell’Eden».

Significa – ha continuato il porporato lo scorso 29 agosto – «uscire allo scoperto così, come siamo, nella fragilità del nostro peccato, ma anche nel toglierci di dosso le false ricchezze per ritrovarci poveri. Solo così, facendoci prendere per mano dalla Chiesa possiamo lasciarci immergere nella grazia della Misericordia, per offrire a Dio la nostra miseria e per ricevere da Dio la ricchezza della povertà». Alla quattro giorni ai piedi dei Pirenei, organizzata dall’Opera Romana Pellegrinaggi, hanno partecipato anche i vescovi ausiliari Paolo Ricciardi, Gianrico Ruzza, Guerino Di Tora e Gianpiero Palmieri. Con il vicario ha concelebrato il cardinale Paolo Romeo, arcivescovo emerito di Palermo. Il tema del pellegrinaggio ha ripreso quello scelto dal santuario di Lourdes per l’anno pastorale: “Beati voi poveri, perché vostro è il Regno di Dio” (Luca 6, 20) e “Non le prometto di renderla felice in questo mondo, ma nell’altro”. Quest’ultima è una frase che la Vergine Maria disse alla giovane Bernadette Soubirous durante una delle apparizioni; mentre il versetto del Vangelo di Luca si riferisce al discorso della montagna pronunciato da Gesù.

«Bernadette e la sua famiglia sono poveri, anzi, poverissimi – ha ricordato il cardinale il 27 agosto nella prima omelia alla grotta -. In questa estrema povertà entra Dio. Se oggi noi ci mostriamo poveri, nudi, assetati, ecco qui, in questo pellegrinaggio, la ricchezza della Grazia che ci riveste e ci disseta». Nel cuore povero, ha ricordato De Donatis citando Papa Francesco, può entrare il Signore con la sua costante novità. «Siamo qui, come diocesi di Roma, a chiedere la novità per la nostra Chiesa. Quante volte anche le nostre parrocchie si sono arroccate su false sicurezze di benessere pastorale, sul “si è sempre fatto così”. Quante volte ci siamo chiusi per pochi eletti, credendo di avere tutto ed evitando di percorrere le strade della vita quotidiana».

Il vicario del Papa ha sottolineato che è errato «credere che posso santificarmi senza gli altri. Niente di più sbagliato. Siamo qui insieme, siamo comunità. Gli altri non sono mai come li vorrei, ma neanch’io sono come mi vorrebbero gli altri, ma siamo qui, noi, sono queste le nostre famiglie, le nostre comunità, i nostri preti, i nostri laici. Hanno tutti i loro difetti, ma anche tante ricchezze che io non ho. Se vogliamo ripartire come diocesi di Roma dalla grotta di Lourdes occorre farci poveri gli uni gli altri». Poi la preghiera al Signore: «Fa’ che le nostre comunità possano sentire il grido di tanti che attendono amore e giustizia. Fa’ che possiamo abitare con il cuore, lì dove vive ogni uomo che ti attende».

I fedeli hanno potuto visitare i luoghi della vita di santa Bernadette, partecipare alla Via Crucis e alla tradizionale fiaccolata. «Abbiamo messo nelle mani della Vergine Maria il cammino che sta compiendo la diocesi di Roma – ha sottolineato monsignor Remo Chiavarini, amministratore delegato di Opera Romana pellegrinaggi che ha organizzato il viaggio -. Di fatto si tratta del primo appuntamento del nuovo anno pastorale. Ci fa molto piacere perché il nostro impegno parte proprio dalla dimensione diocesana che è allo stesso tempo origine e orizzonte vero del nostro lavoro, al servizio delle diverse realtà parrocchiali».

Quest’anno ha partecipato al pellegrinaggio anche un gruppo di seminaristi del Pontificio Seminario Romano Maggiore. A supportare l’Opera romana pellegrinaggi nell’accoglienza dei pellegrini, per il secondo anno consecutivo, la sezione romana dell’Unitalsi. «Roma è piena di persone e di famiglie che vivono le beatitudini – ha detto De Donatis nella catechesi del 28 agosto -, che ogni giorno lottano e si impegnano per il bene dei loro figli e per il futuro di tutti. Dai piccoli e dalle periferie umane come la Nazareth del Vangelo, il Signore vuole far ripartire una nuova fase della vita della Chiesa e del mondo. A noi è chiesto di ascoltare il grido di dolore e del parto del mondo nuovo, di riconoscere la presenza di Dio e dello Spirito nella vita delle persone e della storia umana. Lì Dio agisce. Solo un cuore abitato dallo Spirito lo sa ascoltare e riconoscere».

 

2 settembre 2019