Roma by Night al Collegio romano: laboratorio di discernimento

Primo incontro delle “visioni” nel cuore della Capitale organizzato dal Servizio per la cultura e l’università del Vicariato in collaborazione con l’Ufficio catechistico diocesano: da Sant’Ignazio a Galileo Galilei

Il 18 maggio 1611 Galileo Galilei espose le sue scoperte nella grande aula delle accademie del Collegio Romano. Ad ascoltarlo, tra gli altri, i cardinali Maffeo Barberini, futuro papa Urbano VIII, e Roberto Bellarmino. Nella stessa cornice venerdì 19 ottobre ha preso il via la II edizione di “Roma by night. Visioni nel cuore di Roma”, un viaggio nei luoghi simbolo della Capitale tra i quali spicca il Collegio Romano istituito da sant’Ignazio di Loyola dopo la fondazione della Compagnia di Gesù per l’istruzione e l’educazione dei giovani. Copriva tutto l’arco di studi, dalle elementari all’università. L’immensa struttura, costruita da Papa Gregorio XIII nel 1582, comprende la Chiesa di Sant’Ignazio e altri spazi appartenenti ai gesuiti. Con la Presa di Roma, nel 1870, fu divisa in due parti e attualmente ospita il liceo classico “Ennio Quirino Visconti”, il più antico di Roma, e il Ministero dei Beni culturali.

Il nuovo ciclo di conferenze, organizzate dal Servizio per la cultura e l’università del Vicariato di Roma in collaborazione con l’Ufficio catechistico, quest’anno sarà concentrato sui luoghi della Città Eterna generatori di cultura e di vita. Monsignor Andrea Lonardo, direttore dell’Ufficio per la pastorale universitaria e il gesuita padre Federico Lombardi, già portavoce dei papi Benedetto XVI e Francesco, durante il primo incontro, dal titolo “Pedagogia, scienze e lettere nell’Università di Sant’Ignazio”, hanno illustrato la storia del Collegio Romano dagli albori ad oggi, della Compagnia di Gesù e dell’idea educativa del santo di Loyola. A fare gli onori di casa Clara Rech, preside del liceo classico “Ennio Quirino Visconti” luogo da sempre «consacrato alla conoscenza, all’educazione e all’istruzione».

Istituito nel 1551 da sant’Ignazio, che due anni prima aveva fondato il Collegio di Messina, la struttura romana ospitò tra i maggiori protagonisti della vita culturale del tempo come il matematico e astronomo Cristoforo Clavio, autore della riforma gregoriana del calendario e scienziato stimatissimo da Galileo. Insegnante e rettore del Collegio fu il cardinale Roberto Bellarmino, canonizzato nel 1930. Galileo Galilei fu chiamato nel Collegio Romano prima di subire il processo per esporre e discutere le sue tesi e le scoperte astronomiche che aveva realizzato con il telescopio. Qui si formarono anche san Luigi Gonzaga, numerosi astronomi e docente per oltre quarant’anni fu Athanasius Kircher che fondò il Museo kircheriano, ancora oggi in parte visitabile. I gesuiti curarono particolarmente gli studi matematici, fisici e astronomici per questo motivo nel 1787 venne edificata la torretta dell’osservatorio.

Monsignor Lonardo, che da giovane ha frequentato proprio il liceo Visconti, ha ricordato che recentemente è stata riaperta la porta che collegava il cortile del Collegio Romano e la chiesa di Sant’Ignazio murata nel 1870. Il sacerdote nella sua relazione si è soffermato sulle origini dell’università nata nel medioevo nelle chiese e nei conventi europei. La prima fu fondata a Bologna e la lingua comune in tutti gli atenei europei era il latino. «Studiare è venerare l’opera di Dio ed è servire la comunità» ha affermato don Andrea. Uno dei temi sui quali Ignazio si soffermò è il discernimento e a tal proposito scrisse gli “Esercizi spirituali”. «Argomento quanto mai attuale in questi giorni in cui è in corso il sinodo dei vescovi» ha detto don Lonardo.

Il Collegio Romano fu voluto dal santo di Loyola dopo la sua conversione. Padre Lombardi ha infatti ricordato che Ignazio era un uomo «d’armi, rozzo, incolto» ma il desiderio di fare apostolato lo portarono a comprendere che aveva bisogno di una preparazione adeguata e che la cultura e lo studio erano necessari. «Educare i giovani e il clero era una necessità della Chiesa» ha spiegato padre Lombardi rammentando che proprio tra le mura dell’antico Collegio nacque la “Ratio Studiorum” il documento che stabilì le regole relative alla formazione dei gesuiti.

Il prossimo appuntamento con “Roma by night” è per il 23 novembre nella Biblioteca Vallicelliana (piazza della Chiesa Nuova, 18) con padre Maurizio Botta della Congregazione dell’Oratorio per parlare de “La cultura per il popolo di san Filippo Neri”. «La Chiesa di Roma tiene molto a questi incontri per sottolineare che la fede è sorella della cultura – ha spiegato don Andrea Cavallini, incaricato dell’Ufficio catechistico e servizio per il catecumenato -. Roma è stata un luogo di produzione culturale e di incontro per le menti più brillanti che hanno attraversato la storia europea».  L’11 novembre, invece, dalle 15 alle 19 è in programma una giornata di formazione per i nuovi catechisti nella parrocchia Santa Marcella.

22 ottobre 2018