Roma ricorda l’80° anniversario del rastrellamento del Quadraro

Intitolata una via ai “Deportati del Quadraro” e lanciato un appello per raccogliere i nomi di tutte le vittime. Il sindaco Gualtieri: «Sentiamo di aver compiuto un atto di giustizia»

Era il 17 aprile del 1944 quando, con l’operazione dal nome in codice “Balena”, il Quadraro fu circondato dalle truppe tedesche e sistematicamente rastrellato con l’intento di spezzare la resistenza di un quartiere che i nazisti avevano soprannominato “Nido di vespe” e che era considerato un covo di oppositori politici, partigiani, militari renitenti e sabotatori. Diverse centinaia gli uomini che furono deportati in Germani. Molti non fecero più ritorno.

Roma Capitale ha deciso di ricordarli ieri, a 80 anni da quei fatti, intitolando una strada ai “Deportati del Quadraro”. Prima il sindaco Roberto Gualtieri e l’assessore capitolino alla Cultura Miguel Gotor hanno deposto due corone d’alloro alla targa commemorativa del rastrellamento, al largo dei Quintili, e al monumento in memoria dei Deportati del Quadraro nel vicino Parco 17 aprile 1944. Quindi si sono recati nel quartiere Don Bosco per l’inaugurazione della targa toponomastica di “via Deportati del Quadraro – rastrellati dai nazifascisti il 17 aprile 1944”. Cambia nome dunque la strada compresa tra via Giuseppe Salvioli e piazza dei Decemviri, finora intitolata ad Arrigo Solmi, giurista, ministro di Grazia e Giustizia dal 1935 al 1939 e in quanto tale firmatario delle Leggi Razziali del 1938.

Nelle parole di Gotor, «l’ottantesimo anniversario del rastrellamento del Quadraro è l’occasione ideale per correggere una “stortura toponomastica” arrivata incredibilmente fino ai giorni nostri, quella di avere una via della nostra città intitolata ad Arrigo Solmi, firmatario delle Leggi Razziali del 1938 che dettero il via alla persecuzione degli ebrei anche in Italia». L’intitolazione di quella via ai Deportati del Quadraro «vuole essere un segno dell’impegno di questa amministrazione per una memoria fondata su un giudizio storico limpido e senza ambiguità circa gli avvenimenti di quegli anni lontani: un’intitolazione che sia degna di Roma, città antifascista medaglia d’oro al valor militare per la Resistenza».

Nel pomeriggio, la cerimonia commemorativa in Campidoglio, nel corso della quale sono state consegnate le medaglie del Natale di Roma ai parenti di 18 rastrellati, in rappresentanza delle circa 100 famiglie rintracciate e contattate grazie al lavoro di documentazione e ricerca portato avanti da Pierluigi Amen per l’Anrp (Associazione nazionale reduci dalla prigionia, dall’internamento, dalla guerra di liberazione e loro familiari), con la collaborazione degli uffici dell’anagrafe capitolina. Una ricerca che prosegue, con il duplice obiettivo di riuscire a dare un nome e un volto a tutti i circa 750 rastrellati del Quadraro e di entrare in contatto con i familiari di tutti loro. A tale scopo, nel corso della cerimonia il sindaco Gualtieri ha annunciato la creazione, da parte di Roma Capitale, di un apposito indirizzo di posta elettronica al quale, a partire da ieri, possono scrivere i parenti delle persone rastrellate non ancora rintracciate, così come chiunque altro possa aiutare a riannodare i fili delle storie di chi 80 anni fa è rimasto coinvolto nella feroce azione nazista: rastrellamentodelquadraro@comune.roma.it.

Il rastrellamento del Quadraro, ha osservato Gualtieri, è «uno degli episodi più cupi della Roma occupata dai nazifascisti. Un crimine compiuto con cinica determinazione e ferocia per dimostrare di poter entrare anche lì, in quel quartiere dove vivevano i combattenti più coraggiosi. Un tassello della battaglia tra la tirannia e la libertà che ha attraversato la città in quegli anni e che ha avuto altri momenti tragici, tra cui il rastrellamento del Ghetto e l’eccidio delle Fosse Ardeatine. Una tragedia – ha continuato – che ha svuotato un intero quartiere, la cui dimensione è tutt’oggi oggetto di ricerca, verso cui c’è stata fin qui una insufficiente attenzione da parte della memoria pubblica; per questo sentiamo di aver compiuto oggi un atto di giustizia, con l’intitolazione di una strada ai “Deportati del Quadraro” e con la collaborazione che come Roma Capitale vogliamo offrire alla ricerca e alla ricostruzione delle storie di tutte le persone deportate, per restituire loro finalmente dignità e gratitudine e per continuare senza sosta a coltivare la memoria».

18 aprile 2024