Roma ricorda Mariella Gramaglia

Scomparsa nei giorni scorsi, dopo una lunga malattia, la giornalista, scrittrice e parlamentare che a Roma fu assessore alle Comunicazioni e Pari opportunità dal 2001 al 2006, durante la giunta Veltroni. Camera ardente e commemorazione in Campidoglio

«Mi chiamo Mariella Gramaglia, sono nata a Ivrea e mi sono laureata in filosofia nel 1972». Così, semplicemente, si presentava sul suo blog la giornalista, scrittrice, parlamentare e poi assessore, che si è spenta mercoledì 15 ottobre a Roma dopo una lunga malattia. Una vita all’insegna dell’impegno politico e sociale, quella di Mariella Gramaglia, che è stata direttrice di “Noi donne” e negli anni Novanta ha militato nella sinistra indipendente prima di diventare assessore alle Comunicazioni e alle Pari opportunità al Comune di Roma dal 2001 al 2006, durante la giunta Veltroni. Poi l’inizio, nel 2007, di «una nuova storia», un viaggio in India, ad Ahmedabad, per collaborare con Sewa, un sindacato autonomo di donne, su incarico di “Progetto sviluppo” e della Cgil. Intanto, tra mille cose, erano nati due figli: Maddalena e Michele, «oggi due adulti – si legge ancora sul blog – con dei bei sorrisi e due teste piene di idee». Nel pomeriggio di ieri il feretro ha raggiunto il Campidoglio, accolto dal vicesindaco Luigi Nieri nella sala della Protomoteca, dove è stata allestita una camera ardente aperta alla cittadinanza. Oggi, 17 ottobre, la camera ardente è aperta fino 18 e alle 15 è prevista una cerimonia cui interverranno il sindaco Ignazio Marino, la giornalista Bia Sarasini, la storica Emma Fattorini, che leggerà un messaggio di padre Enzo Bianchi e della Comunità monastica di Bose; Sara De Simone, giovane amica della scomparsa; Marco D’Eramo, giornalista de “Il Manifesto”.

«La scomparsa di Mariella Gramaglia – dichiara il sindaco Ignazio Marino – lascia un grande vuoto a Roma e nel Paese. Pur non avendola conosciuta personalmente, è arrivata a me la sua raffinatezza intellettuale e la passione politica. Ovunque ha lasciato segni indelebili del suo passaggio, della sua lungimiranza e concretezza. Come assessore alla Comunicazione e semplificazione amministrativa ha dato vita agli Uffici relazioni con il pubblico e allo 060606», il centralino del Comune il cui appalto, in corso di assegnazione, mette però oggi a rischio 700 posti di lavoro. Il primo cittadino che di questo appalto dovrà assumersi la responsabilità lo definisce comunque «un grande progetto innovativo, ispirato, com’era nel suo stile, dalla politica come servizio. Ma la sua figura è stata anche profondamente legata al mondo delle donne. Da sempre protagonista del femminismo italiano, si è battuta per il rispetto dei diritti delle donne, che ha difeso in ogni sede e con ogni strumento».

Alla cerimonia di questo pomeriggio sarà presente anche Walter Veltroni, ex sindaco di Roma per il quale «con Mariella scompare un’amica. Era una persona straordinaria con cui ho a lungo lavorato condividendo e potendo apprezzare da vicino la sua passione il suo coraggio, la sua voglia di cambiare le cose senza mai arrendersi su posizioni scontate. Mariella era un’intellettuale colta, una brava giornalista e una amministratrice capace di essere davvero al servizio dei cittadini e dell’interesse pubblico». Di «donna coraggiosa, battagliera e giusta» ha parlato il presidente della Regione Nicola Zingaretti, ricordandone «l’estrema concretezza e la capacità di innovare, di guardare oltre, tenendo sempre la barra dritta sul tema vitale dei diritti e della libertà. Delle donne, ma non solo. E con un senso di abnegazione e spirito di sacrificio che hanno solo le persone estremamente generose».

In riferimento ai suoi anni trascorsi al Campidoglio, Mariella Gramaglia scriveva che «quello che conta è la sostanza: la consapevolezza vissuta che i diritti dei cittadini non si esercitano solo una volta ogni cinque anni per votare, ma sono il sale della democrazia ogni giorno. E che la loro dignità, la loro uscita dal ruolo di sudditi o di clientes, è uno straordinario valore per il quale impegnarsi». Della sua vita, dal Piemonte alla Capitale, ricordava: «Tra Palazzo Campana, Mirafiori, Vanchiglia e Palazzo Nuovo ho visto molte albe lungo i viali e sotto i portici, quando Torino era fiammeggiante di molte passioni, ma non ancora swinging. Poi Roma e il femminismo, la grande scoperta della mia vita: quando i cuori delle donne hanno cominciato a cantare solo quando ne avevano voglia loro».

17 ottobre 2014