Sacro Cuore, dalle docce all’accoglienza: i 20 anni del servizio

L’iniziativa nata nel Giubileo del 2000, dalla proposta di tanti volontari che con la Comunità di Sant’Egidio andavano a visitare i senza dimora, portando la cena

È caduto in pieno lockdown e i festeggiamenti sono stati contenuti, ma in questi giorni è stato ricordato il ventennale di un servizio della parrocchia del Sacro Cuore di Gesù a Ponte Mammolo con la Comunità di Sant’Egidio. Durante il Giubileo del 2000 sorse l’idea di offrire alle persone bisognose del territorio la possibilità di fare la doccia. La proposta nacque dall’amicizia di tanti volontari che andavano a visitare i senza fissa dimora. La cena itinerante, che Sant’Egidio propone ancora oggi, è stata l’occasione per comprendere la necessità di un luogo per lavarsi e avere biancheria pulita. Il parroco dell’epoca, don Giuseppe Argento, accolse l’iniziativa che partì con un bagno e due docce. Il primo giorno si presentarono solo 5 persone, ma da allora l’accoglienza ha attratto sempre più persone bisognose. Il sostegno della comunità parrocchiale ha ampliato il servizio, che oggi conta su 4 spogliatoi con 5 docce ciascuno.

«Oltre alla doccia oggi – raccontano i volontari – è possibile fare la colazione e prendere vestiti puliti e, grazie ad una rete di medici amici, vengono garantite anche visite specialistiche gratuite». Quel luogo è divenuto un centro di accoglienza che ha visto passare bisognosi italiani e stranieri, rifugiati, profughi. «L’affluenza è stata mediamente di 120 persone al mese, e il centro è rimasto sempre aperto, d’estate come nei gelidi inverni con neve». E se l’emergenza Covid-19 ne ha imposto la chiusura a marzo, aprile e maggio, appena è stato possibile il servizio è ripreso.

30 giugno 2020