Salvamamme al Camping Village per distribuire giochi ai bambini

L’associazione offre aiuto e sostegno alle mamme e alle famgile in difficoltà. «Questo luogo – spiega il presidente Grazia Passeri – è come un passino in cui si incagliano le storie più difficili»

Fili, batterie, viti. La stanza di Guido l’aggiustagiocattoli questi giorni è un vero laboratorio. Il lavoro è frenetico.  Martedì 12 c’è stato l’open day, dove l’associazione Salvamamme ha distribuito giocattoli ai piccoli malati o in difficoltà, e sabato 16 la festa per i bambini. Infatti dalle 15 l’associazione sarà al Camping Village Fabulous a via di Malafede per distribuire giochi. «Diamo nuova vita ai giocattoli usati o a quelli difettosi che ci arrivano dai negozi», racconta Guido, un pensionato di 66 anni che ogni giorno, da Ostia, va in associazione per fare il suo lavoro. Da oltre quindici anni Salvamme offre aiuto e sostegno concreto alle mamme e alle famiglie che si trovano in difficoltà. E così abiti e giocattoli usati trovano una seconda vita.

«Questo luogo è  come un passino in cui si incagliano le storie più difficili», spiega Grazia Passeri, presidente dell’associazione. «Bisogna avere la massima attenzione per dare giochi sicuri», dice Guido mentre è chino a sistemare una bambola. Le sue mani sanno fare miracoli. «Ricordo un papà che ci ha contattato su facebook  per  far aggiustare i tre carillons della figlia che aveva perso. Di solito non lo facciamo, ma abbiamo fatto uno strappo», racconta Guido. «Qui c’è tanto da fare. Io lavoro otto ore al giorno e sono felice quando torno a casa».  Poco lontano dal laboratorio una stanza piena di peluche, bambole antiche e abiti per bimbi. «Ricordo un bambino con una  grave situazione di salute, ci ha chiesto un aeroplano che potesse volare intorno al suo letto. Salvamamme ha risposto al suo sogno», racconta la presidente Passeri.

Ma non è posto solo per madri. «Arrivano  pensionati con la minima che ci chiedono un pigiama e pantofole dignitose per ricoverarsi», dice la presidente Passeri. È un luogo dove oggetti smarriti si ritrovano. «Un giorno è venuto un anziano a cercare l’enciclopedia del figlio morto in un incidente – racconta -. Quando era in ospedale l’avevano buttata. Si è disperato e qui l’ha trovata». Principalmente in associazione arrivano donne sole o sfuggite a un partner violento. «Ricordo una donna scappata di casa. Da una parte il figlio, dall’altra una valigia. Il bambino voleva come giocattolo un escavatore. Ma la mamma non aveva spazio per portalo e così chiamava ogni giorno per chiedere di tenerlo da parte. Qui è un miracolo di Natale continuo», conclude la presidente.

Intanto arriva Teresa con i suoi tre bambini «Il grande sta a casa», ci dice. È arrivata in Italia dal Perù quando aveva 19 anni. Nel nostro Pese conosce un uomo. «Ma è aggressivo, beve e mi picchia», racconta.  Dopo la nascita del  bambino è violento anche col piccolo. E così scappa con il bimbo di sei mesi. «Esco di casa senza sapere dove andare.  Poi, metto un annuncio per trovare lavoro. Mi chiama un uomo e mi dà appuntamento. Il viaggio per andare da lui è un’agonia. Piango continuamente. Temo  la sua proposta, ma non ho alternative. Non ho un soldo. Quando arrivo al luogo dell’appuntamento mi chiede la mia storia. Mi offre un lavoro e una casa. Le mie paure si sciolgono. Per me è l’inizio di una nuova vita». Oggi  è sposata ed ha quattro figli. «Con la mia famiglia andremo a Napoli per portare vestiti e regali ad un bambino. È il nostro regalo di Natale».

Anche tra le volontarie c’è chi ha conosciuto la solitudine della strada. «A 35 anni sono rimasta vedova di 4 figli, tre miei e uno adottato», ci racconta una signora rumena arrivata in Italia e abbandonata da chi le aveva promesso un lavoro. «Passo due giorni a Termini senza la possibilità di mangiare e di lavarmi. Sul ciglio della strada incontro una signora. Non capivo la lingua e ho chiesto a una persona di tradurre. Mi ha portato da lei. Mi ha fatto lavare,  dato da mangiare e mi ha trovato lavoro. Un angelo. La mia vita è ripartita. Adesso sono una nonna felice», racconta con il sorriso.

14 dicembre 2017