San Filippo Neri, un intero padiglione diventa Covid Hospital

Dal 28 marzo il presidio della Asl Roma 1 individuato come struttura in grado di garantire assistenza multidisciplinare modulata per intensità di cure

A partire da sabato scorso, 28 marzo, l’ospedale San Filippo Neri entra nella rete regionale di contrasto al Covid-19: l’intero padiglione D viene interamente dedicato ai pazienti positivi al nuovo coronavirus che necessitano di ricovero ospedaliero. In considerazione del suo ruolo strategico nella rete assistenziale infatti il presidio della Asl Roma 1 è stato individuato dalla Regione Lazio come struttura in grado di garantire un’assistenza multidisciplinare modulata per intensità di cure, aggiungendosi ai primi Covid Hospital attivati nelle ultime settimane.

L’attivazione dei posti letto, informano dal San Filippo Neri, sarà progressiva. Il 28 marzo è partito un primo reparto di venti posti letto a bassa e media intensità, cui si aggiungerà dal 1° aprile un reparto totalmente dedicato alla medio-alta intensità con dieci posti letto, e via via si attiveranno altri due reparti di venti posti letto ciascuno. È inoltre presente una radiologia interna al padiglione con una TAC interamente dedicata ai pazienti Covid positivi. Al momento, sono oltre 100 gli operatori coinvolti, con la costituzione di team multidisciplinari composti da pneumologi, internisti, cardiologi, anestesisti e rianimatori, radiologi, infettivologi.

Ancora, rendono noto dall’ospedale, per operare con la massima sicurezza sono stati definiti con attenzione i percorsi interni e la segnaletica, tutti gli operatori sono stati formati alla vestizione e alla svestizione e hanno partecipato a momenti di informazione e condivisione delle misure organizzative necessarie all’attivazione del Covid Hospital. «Riconvertire in una settimana un ospedale che non ha un reparto di malattie infettive e allestire un intero padiglione a Covid Hospital comporta uno sforzo organizzativo incredibile – dichiara il direttore generale della Asl Roma 1 Angelo Tanese – eppure la disponibilità è stata immediata e tutti si sono messi al lavoro, con grandissimo senso di responsabilità e senza tirarsi indietro. L’emergenza in corso richiede da settimane il massimo impegno di tutta la nostra comunità aziendale.  Anche questa ulteriore sfida ci trova pronti a fare la nostra parte all’interno del sistema sanitario regionale».

30 marzo 2020