Sanità, il vescovo Leuzzi scrive agli ammalati e agli operatori

Ogni venerdì, in tutte le cappellanie ospedaliere sarà recitata la Coroncina della misericordia: «sostegno alla sofferenza dei malati»

Ogni venerdì, in tutte le cappellanie ospedaliere sarà recitata la Coroncina della misericordia: «sostegno alla sofferenza dei malati»

«Ogni venerdì avrà luogo la celebrazione della Misericordia di Dio, soprattutto nell’ora più drammatica della vita del Signore Gesù, quando dalla Croce ha promesso di attirarci tutti a sé. Sarà un anno davvero pieno di consolazione per tutti». Così scrive il vescovo ausiliare Lorenzo Leuzzi, delegato per la pastorale sanitaria, nella lettera rivolta agli operatori socio-sanitari in occasione dell’apertura del Giubileo della Misericordia, spiegando l’iniziativa che vede il coinvolgimento di tutte le cappellanie ospedaliere, dove ogni venerdì alle 15 sarà recitata la Coroncina della misericordia come sostegno alla sofferenza dei malati, ma anche per essere vicini a coloro che li accompagnano nel percorso del dolore.

Proprio al personale che opera quotidianamente nelle strutture sanitarie il vescovo Leuzzi si rivolge nella sua missiva: «La Chiesa di Roma – sottolinea – desidera ringraziarvi per ciò che fate talvolta nella solitudine e nelle attuali difficoltà strutturali ed organizzative. Infatti le vostre mani, i vostri sguardi sono per i nostri fratelli ammalati, le mani e gli sguardi del Signore Gesù, il Buon Samaritano che li visita con voi e in voi».

Il vescovo mette in evidenza anche il problema sociale che spesso incombe su chi vive la malattia: quello dell’emarginazione fuori dai circuiti della vita normale e produttiva nella società: «A voi – continua il presule rivolgendosi agli operatori sanitari – è affidato il compito di accogliere il fratello malato e ridonarlo alla comunità perché possa proseguire il suo cammino; E quando ciò non è possibile non lasciatelo solo ma accompagnatelo in una delle tappe più significative della sua esistenza: quella della morte». Proprio ai malati il vescovo Leuzzi ha dedicato per l’apertura di questo anno giubilare un’altra lettera, dove il filo conduttore è proprio la sofferenza di Cristo per l’uomo.

«È la solitudine – spiega monsignor Leuzzi – il pericolo più grande della nostra esistenza, quando ci accorgiamo che la difficoltà psicofisica può ridurre le nostre capacità e rendere la nostra vita meno utile per gli altri». Parlando del Vangelo della Misericordia, che è Gesù, il vescovo ricorda che l’uomo vale per quello che è e non per quello che fa: «Nella morte e resurrezione – sottolinea il presule – Gesù ci ha manifestato questo grande amore: ci ama per quello che siamo e non per quello che facciamo. Lui è Colui che ha sofferto pur essendo innocente. Con Lui la malattia si trasforma in benedizione per se e per gli altri».

In occasione dell’Avvento il vescovo Leuzzi celebrerà la Messa in preparazione al Natale in diverse strutture ospedaliere: domani alle 11.30 sarà al San Filippo Neri; venerdì alle 12.30 visiterà invece l’ospedale pediatrico Bambino Gesù. Il 22 alle 12.30 presiederà la celebrazione al Policlinico universitario Umberto I, e il 23 alle 11.30 visiterà prima l’ospedale San Giovanni-Addolorata, e alle 13 il Policlinico Universitario di Tor Vergata.

 

14 dicembre 2015