Sant’Egidio, 26ª edizione della “Michelin dei poveri”

Presentata la guida 2016 “Dove mangiare, dormire, lavarsi” dedicata a Roma. Censite 31 mense, 45 centri di accoglienza, 38 centri di cura e altri servizi

Presentata la guida 2016 “Dove mangiare, dormire, lavarsi” dedicata a Roma, distribuita in 13mila copie. Censite 31 mense, 45 centri di accoglienza, 38 centri di cura

Compie 26 anni la “Guida Michelin dei poveri”, ovvero “Dove mangiare, dormire, lavarsi”, pubblicata dalla Comunità di Sant’Egidio. «Si tratta di una guida di strada, realizzata grazie al lavoro di tanti volontari della Comunità e delle stesse persone che vivono senza un tetto sulla testa che ci segnalano gli indirizzi», ha spiegato questa mattina, martedì 22 dicembre, durante la presentazione il presidente della Comunità Marco Impagliazzo.In oltre 200 pagine, censite 31 mense distribuite in tutta la città, 45 centri di accoglienza, 17 servizi doccia che si affiancano a quello presente in Vaticano. E ancora, 38 centri di cura, 112 dedicati all’ascolto e altre strutture per servizi fondamentali come le 7 scuole per stranieri e gli 11 centri per le donne vittime di tratta.

La pubblicazione, che sarà distribuita in 13mila copie ai senza dimora e agli operatori dei servizi sociali, raccoglie tutte le indicazioni utili per coloro che si trovano in stato di necessità nella Capitale: dalle informazioni sulla residenza anagrafica a ogni genere di documenti, dalle esenzioni per il pagamento dei ticket sanitari all’assistenza per gli stranieri, passando per il lavoro, la formazione, la pensione e la casa. «Quest’anno notiamo – ha commentato Impagliazzo – che c’è stato un incremento piuttosto forte del numero di cene distribuite in strada da gruppi parrocchiali. All’inizio eravamo in pochi per la strada, ora siamo in buona compagnia perché la solidarietà a Roma sta crescendo e questo lo dobbiamo al messaggio del Papa. Questo dimostra che quando si lanciano messaggi positivi le persone rispondono».

Meno confortanti i dati che arrivano dai numeri. A Roma, ha riferito Impagliazzo, i senza dimora sono 7.709: l’1,2% in meno rispetto ai dati Istat del 2011, che ne contavano 7.827. Di questi «durante l’inverno trovano riparo nei centri di accoglienza notturna del Comune di Roma, di parrocchie, di istituti religiosi e associazioni di volontariato circa 2.300 persone». La conseguenza è che circa «2.500 persone non troveranno riparo per la notte e dormiranno sui marciapiedi, i porticati delle stazioni ferroviarie e nei sottopassaggi mentre 3mila lo troveranno in alloggi precari e di fortuna». Le strutture del Campidoglioo poi offrono quest’anno 100 posti in meno per l’accoglienza notturna: «Per colpa di Mafia Capitale c’è stata una riduzione dei contratti con le cooperative e le indagini in corso non hanno permesso di fare nuovi bandi. Speriamo che il commissario Tronca possa sbloccare questa situazione».

«Meno reti sociali, più povertà». Questo, per il presidente di Sant’Egidio, il tema che contraddistingue la guida di quest’anno. «Il maggiore isolamento delle persone – ha evidenziato – ha portato ad un aumento della povertà. La prima causa di isolamento è la crescita del numero di separazioni. Questo perché quando si rompono i rapporti sociali si cade nella solitudine e nella crisi economica e non è un dato scontato sottolineare la resilienza, ovvero la capacità di andare avanti delle donne, visto che la maggior parte delle persone che vivono in strada per questo motivo sono uomini. Le donne evidentemente conservano maggiormente le relazioni necessarie per non isolarsi».

Dedicarsi alla misericordia allora, nell’anno del Giubileo straordinario, significa «ricostruire le reti sociali non solo in famiglia ma anche nei quartieri e nella città attraverso le associazioni o i partiti. Il carico finora è ricaduto su associazioni come la nostra che cercano di dare una risposta», le parole di Impagliazzo. Va in questa direzione il Natale di Sant’Egidio, che quest’anno metterà a tavola il 25 dicembre 20mila persone a Roma e 200mila in tutto il mondo. Ospiti d’onore: anziani, famiglie italiane in difficoltà e famiglie rom. 150 i pranzi in programma in tutta la città, che saranno preceduti, la sera del 24, da cene di Natale itineranti nelle stazioni. Circa 2mila le persone attese a Trastevere, in 8 luoghi diversi. «Nel 1982 – ha ricordato Impagliazzo – iniziammo con un pranzo per 15 persone; quello di oggi mi sembra un grande risultato». A uno di questi pranzi, ha annunciato poi il presidente di Sant’Egidio, sarà presente anche il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano. Per il giorno di Santo Stefano poi pranzo a Regina Coeli, ma altre feste con detenuti e detenute sono in programma durante il tempo di Natale.

22 dicembre 2015