Save the Children annuncia “I am Mariupol”

Il progetto, presentato a “Impossibile 2022”, prevede l’apertura di 6 centri comunitari in diverse città dell’Ucraina. Per l’assistenza umanitaria ma soprattutto per ricostruire comunità

Si chiama “I am Mariupol” il nuovo progetto di Save the Children per l’Ucraina devastata dalla guerra che ha causato in Europa la più grande crisi umanitaria di rifugiati e profughi dalla seconda guerra mondiale. Un’iniziativa dedicata in particolare a quelle città che hanno subito l’impatto più devastante del conflitto armato – come, appunto, Mariupol -, presentata questa mattina, 20 maggio, nell’ambito dell’evento “Impossibile 2022“. In concreto, verranno aperti in diverse città dell’Ucraina sei centri comunitari, per fornire assistenza umanitaria, informativa, medica e psicologica, ma soprattutto per consentire agli abitanti di sentirsi parte di una comunità nonostante la loro città sia martoriata dalla guerra. Un supporto psico-sociale integrato, insomma, per la salute mentale dei bambini e delle famiglie sfuggite agli orrori di Mariupol e non solo. Sono già attivi infatti i centri comunitari di Zaporizhzhia e Dnipro; di prossima apertura quelli di Vinnytsia, Kiev, Lviv e Odesa.

«Una città non è fatta solo di edifici ma anche e soprattutto di persone – ha osservato Daniela Fatarella, direttore generale di Save the Children -. Finché le persone vivono anche la loro città vive con loro. Gli sfollati di Mariupol condividono esperienze uniche e drammatiche e hanno chiesto aiuto per riuscire a rimanere uniti e sostenersi a vicenda». Il progetto, realizzato in collaborazione con il Comune di Mariupol, ha aggiunto, «è estremamente innovativo perché non si limita a soddisfare i bisogni primari ma si adopera per creare una vera e propria rete per mantenere coesa la comunità. Attraverso i centri di Save the Children, gli abitanti di Mariupol potranno ricevere il supporto necessario per affrontare i traumi vissuti, sia a livello individuale che comunitario, e saranno aiutati anche nel loro il loro ritorno a Mariupol quando le condizioni lo permetteranno».

Oltre a kit alimentari e igienici, i centri di comunità forniranno aiuto e mezzi tecnologici per la creazione di una rete comunitaria, attivando, tra l’altro, gruppi di sostegno tra pari volti a incoraggiare la resilienza di adolescenti e giovani. Inoltre «nei centri verranno ideati programmi specifici per le ragazze e gruppi di supporto alla genitorialità. Particolare attenzione sarà rivolta al sostegno mentale e psicologico e verranno attrezzati degli spazi a misura di bambini», anticipano dall’organizzazione.

20 maggio 2022