Scarpe, tricicli, protesi: parte la raccolta fondi per aiutare i malati di lebbra

In vista della Giornata mondiale, il 25 gennaio, Voglio Vivere onlus e la Fondazione Follereau intensificano il loro impegno con una raccolta fondi. La malattia non esiste più in molti Paesi ma contagia una persona ogni due minuti nel mondo

Il 24 e 25 gennaio si celebra la Giornata mondiale dei malati di lebbra, un grande appuntamento di solidarietà ed un’opportunità per riflettere sulle gravi catastrofi sanitarie in tanti paesi, spesso i più toccati dalle povertà. Di fronte alle difficoltà per far diminuire il numero di malati di lebbra – oltre 200mila i nuovi casi identificati annualmente – l’Ilep, Federazione delle associazioni che lottano contro la lebbra nel mondo di cui la Fondazione Raoul Follereau è membro fondatore, e l’organizzazione Mondiale della Sanità, hanno definito una nuova strategia 2015-2018 con l’obiettivo principale di interrompere la catena di trasmissione della malattia.

Un piano di azione per i futuri tre anni, finalizzato a tre grandi obiettivi: fermare il contagio, prevenire le invalidità e combattere l’esclusione favorendo il reinserimento sociale. In occasione della due giorni dedicata ai malati di lebbra, l’Associazione Voglio Vivere Onlus ha avviato una raccolta fondi destinata alla diagnostica, alla cura e al loro reinserimento sociale. Le offerte raccolte potranno essere inviate direttamente all’associazione tramite conto corrente postale o bancario.

La lebbra non esiste più in molti Paesi, ma contagia ancora un uomo, una donna, un bambino, ogni due minuti nel mondo. Un dramma che necessita della massima attenzione da parte delle associazioni; il rischio è quello di infliggere una doppia condanna di natura sia fisica che sociale. È a questa sfida, a questa speranza, a questa vittoria che contribuiranno le offerte raccolte nella 62° Giornata mondiale dei malati di lebbra. Dall’acquisto di due paia di scarpe per proteggere i piedi insensibili di un malato al kit di cura, per permettere ad ogni infermiere specialista in lebbra di curare i malati che soffrono di reazioni; dall’acquisto di un triciclo, per dare autonomia di movimento ad un malato, fino alla protesi tibiale per la mobilità di un malato guarito. Sono solo alcuni degli esempi di spese necessarie che sarà possibile compiere con la raccolta fondi di questa giornata, che aiuterà la Fondazione Raoul Follereau a raggiungere gli obiettivi prefissati.

21 gennaio 2015