Sea Watch, i 47 migranti ancora a bordo

Dopo il blitz dei parlamentari sulla nave da 4 giorni al largo di Siracusa, possibile ispezione della Procura. Intanto sul fronte politico si accende lo scontro. Regione Lazio disponibile ad accogliere i minori

Dieci notti in mare non sono bastate a trovare una soluzione che ponga fine all’odissea dei 47 migranti a bordo della Sea Watch, la nave ormai da 4 giorni ancorata al largo di Siracusa alla quale non sembra possibile consentire l’attracco in un porto sicuro del Mediterraneo. Tra i migranti, anche 13 minori. Nella giornata di ieri, 27 gennaio, una delegazione composta da tre parlamentari – Nicola Fratoianni, Riccardo Magi e Stefania Prestigiacomo -, dal sindaco di Siracusa Francesco Italia, da medici e avvocati, oltre che dalla portavoce di Sea Watch Italia Giorgia Linardi e da Alessandra Sciurba di Mediterranea Saving Humans, ha raggiunto in gommone la Sea Watch 3 fed è salita a bordo per verificare le condizioni di vita dei migranti bloccati sull’imbarcazione. «L’operazione si è realizzata nonostante l’illegale divieto comunicato dalle autorità – si legge in una nota di Mediterranea Saving Humans -, che avrebbe impedito ai parlamentari di svolgere quell’attività ispettiva che è loro prerogativa costituzionale. Le motovedette che presidiano la nave Sea-Watch-3 sono intervenute per bloccare il gommone ma sono arrivate troppo tardi».

Secondo quanto riportato da Mediterranea Saving Humans, la delegazione ha incontrato i 47 migranti salvati a bordo della nave, verificando le loro condizioni fisiche e psicologiche. Inoltre, ha «raccolto le loro testimonianze sugli abusi e le vere e proprie torture subite nei campi di detenzione in Libia – spiega la nota -. La delegazione, infine, documenterà tutte le legittime motivazioni a sostegno della richiesta di sbarco immediato per tutte le persone a bordo». Anche Riccardo Magi (+Europa) ha raccontato sui social: «Con un gommone abbiamo raggiunto la Sea Watch 3 e siamo saliti a bordo nonostante i divieti per esercitare i nostri diritti e doveri di parlamentari. Siamo qui per verificare le condizioni dei passeggeri e dell’equipaggio. Chiediamo che siano fatti sbarcare tutti immediatamente».


Nel frattempo la Guardia costiera ha rifornito i migranti di viveri e vestiti inviati dalla Prefettura, mentre oggi, 28 gennaio, la Procura potrebbe ordinare un’ispezione a bordo per valutare le condizioni igieniche, al fine di un’eventuale sequestro. Su fronte politico intanto si accende lo scontro. Se infatti il ministro dell’Interno Salvini ribadisce la linea dei porti chiusi, i leader 5 Stelle Di Maio e Di Battista aprono alla possibilità dello sbarco dei migranti per il successivo trasferimento in Olanda. Il Pd, che ha annunciato una staffetta di parlamentari a bordo della nave Sea Watch per chiedere di far scendere sulla terra ferma le persone, presenterà oggi la proposta per istituire una commissiona d’inchiesta sulle stragi nel Mediterraneo. E da via della Pisana il governatore del Lazio Nicola Zingaretti afferma: «La vicenda della nave Sea Watch è una vergogna figlia solo della perenne campagna elettorale dei partiti che sostengono il governo Conte. Si parla di 47 esseri umani su una nave per nascondere il dato degli oltre 100mila giovani italiani che ogni giorno fuggono dal Paese per mancanza di lavoro e prospettive».

Per Zingaretti, l’esecutivo, «con questo suo cinico atteggiamento, sta violando principi e trattati internazionali. Sicuramente – evidenzia – sta infrangendo la legge Zampa n.47 del 2017 che all’articolo 3 recita: “In nessun caso può disporsi il respingimento alla frontiera di minori stranieri non accompagnati”». In virtù di questa legge, la Regione Lazio si dichiara quindi disponibile ad accogliere e ospitare i minori non accompagnati presenti sulla nave o anche i minori con famiglia. «La legge Zampa – conclude Zingaretti – fu approvata da una larghissima maggioranza dal Parlamento, anche da moltissimi esponenti M5S, e  solo l’arroganza e l’omertà del potere spinge tanti deputati e senatori della maggioranza di Lega e Cinque Stelle al silenzio. Noi non staremo zitti perché vogliamo difendere la democrazia, i suoi valori e le sue leggi».

28 gennaio 2019