Sinodo Amazzonia, il 27 ottobre la chiusura a San Pietro

L’incontro di Francesco con un gruppo di indigeni, la Via Crucis da Castel Sant’Angelo a San Pietro e il seminario sulle sfide della regione panamazzonica

La basilica di San Pietro ospita domenica 27 ottobre, alle 10, la Messa a conclusione dell’assemblea speciale del Sinodo dei vescovi dedicata all’Amazzonia, presieduta da Papa Francesco. «Concelebreranno con il Santo Padre solo i membri del Sinodo», rendono noto dalla Sala stampa vaticana, da cui arriva anche la notizia che nella giornata di ieri, 17 ottobre, Francesco ha incontrato un gruppo di una quarantina di indigeni, tra partecipanti al Sinodo per la Regione Panamazzonica e alle altre iniziative che si svolgono a Roma in questi giorni, accompagnati da monsignor Roque Paloschi, arcivescovo di Porto Velho, e dal cardinale Claudio Hummes.

L’incontro, si legge nella nota del portavoce vaticano Matteo Bruni, è stato aperto da un breve intervento a due voci, letto da una donna e da un uomo, rappresentanti dei popoli indigeni, che per loro tramite hanno espresso gratitudine al Papa per la convocazione del Sinodo e chiesto aiuto per attuare il loro desiderio di garantire una vita serena e felice ai propri popoli, prendendosi cura della propria terra, proteggendone le acque, perché ne possano godere i propri discendenti. Papa Francesco ha rivolto ai presenti alcune parole, sottolineando come il Vangelo sia come un seme, che cade nella terra che trova, e cresce con caratteristiche di questa terra. Con riferimento alla regione Amazzonica, il pontefice ha evidenziato ancora una volta i pericoli di nuove forme di colonizzazione. Infine, facendo riferimento alle origini del Cristianesimo, nato nel mondo ebraico, sviluppatosi in quello greco-latino e che poi ha raggiunto altre terre,ha ribadito che il Vangelo deve inculturarsi, perché «i popoli ricevono l’annuncio di Gesù con la loro propria cultura».

Per la giornata di domani invece, due gli appuntamenti straordinari in programma. Il primo è la Via Crucis che partirà alle 9 da Castel Sant’Angelo per arrivare a piazza San Pietro. Leader indigeni, padri sinodali ed esperti arrivati da ogni parte del mondo per partecipare al Sinodo per l’Amazzonia ripercorreranno insieme le stazioni della passione e morte di Gesù su via della Conciliazione. L’obiettivo: far dialogare il racconto evangelico con il grido che oggi sale dall’Amazzonia. «Seguendo la logica e la struttura del cammino cattolico della croce – spiega suor Maria Eugênia Lloris Aguado, tra gli organizzatori di “Amazzonia: Casa Comune” – l’idea è quella di inserire in ogni stazione le problematiche dei popoli indigeni: emarginazione, disuguaglianze sociali, espropriazione dei territori, indifferenza, danni all’ambiente saranno il filo rosso del percorso che ci condurrà lungo le quindici stazioni fino a piazza San Pietro». Nel cammino saranno presenti alcune immagini della Via Crucis Latinoamericana, realizzata dall’argentino Adolfo Pérez Esquivel nel 1992 per ricordare i 500 anni dall’inizio della conquista delle Americhe, che si alterneranno a quelle dei tanti martiri – su tutti Oscar Arnulfo Romero -, morti per difendere la Casa comune. «Per molti popoli dell’Amazzonia – spiega il missionario comboniano Antonio Soffientini – la vita sembra proprio una Via Crucis. Ogni giorno è una stazione in cui sperimentano la sofferenza della croce. Celebrare insieme agli indigeni questo momento – riflette – significa camminare con loro e aiutarli a portare queste croci, ricordando che il Venerdì Santo non è l’ultima parola e che la Via Crucis ha un senso perché esiste la domenica di Pasqua, la gioia della risurrezione».

Il secondo appuntamento del 19 ottobre è nel pomeriggio, a partire dalle 16 nell’atrio dell’Aula Paolo VI, con il seminario su “Le sfide della regione panamazzonica: cooperazione necessaria tra gli organismi internazionali e la Chiesa cattolica e leadership etica”. L’iniziativa, promossa dalla Fondazione Vaticana Joseph Ratzinger-Benedetto XVI, è organizzata insieme alla Segreteria del Sinodo ma anche in collaborazione con l’osservatore della Santa Sede presso le Organizzazioni internazionali presenti a Roma (Fao, Ifad, Pam), con l’Istituto “Razón abierta” di Madrid, e gode dell’appoggio della Fondazione Templeton, nell’ambito di un progetto che mira alla formazione alla “Leadership etica” (Virtuous Leadership). L’incontro, informano gli organizzatori, avrà inizio con i saluti del cardinale Lorenzo Baldisseri, segretario generale del Sinodo di vescovi, e l’introduzione del cardinale Pedro Ricardo Barreto Jimeno, presidente delegato del Sinodo e presidente vicario della Rete ecclesiale panamazzonica (Repam). A seguire gli interventi degli esperti, moderati da padre Federico Lombardi, presidente della Fondazione Vaticana Joseph Ratzinger-Benedetto XVI. Le conclusioni sono affidate a monsignor Fernando Chica Arellano, osservatore permanente della Santa Sede presso Fao, Ifad e Pam. A seguire, dalle 18, un concerto per il Sinodo a cura del complesso Coros y Orquestra Palmarito & Urubichà, proveniente dalla Bolivia proprio per il Sinodo, che eseguirà canti e musiche tradizionali.

18 ottobre 2019