Special Olympics: a Torino dal 4 giugno i XXVII Giochi nazionali estivi

Oltre 3mila gli atleti attesi da tutta Italia, con tecnici, accompagnatori, famiglie e volontari. Lo slogan: #TORniamoINcampoO. Pancalli (Cip): «Festa dello sport, tra inclusione e amicizia»

Sono oltre 3mila, provenienti da ogni angolo d’Italia, gli atleti attesi a Torino dal 4 al 9 giugno per i XXXVII Giochi nazionali estivi Special Olympics. Arriveranno insieme a tecnici, accompagnatori, famiglie e volontari, accompagnati dallo slogan #TORniamoINcampO: sarà il ritorno ufficiale all’attività sportiva in presenza per tutto il movimento Special Olympics. Rappresentativo, si legge in un comunicato, perché «sottolinea il ruolo di Torino come capitale nazionale e internazionale dello sport».

Per Erika Stefani, ministro per le Disabilità, «con il gioco si dimenticano e si azzerano le differenze. Ogni competizione, tra quelle che vedremo nel corso della manifestazione, sarà la perfetta sintesi fra la cultura sportiva, fatta di rispetto e sacrificio, e la cultura dell’inclusione, valori che dobbiamo diffondere per una vera evoluzione della società». Orgoglio nelle parole del presidente del Coni Giovanni Malagò per «avervi nella nostra famiglia. Gli atleti, da soli, non solo commuovono, ma fanno anche capire i valori che portate avanti da sempre», afferma. E di «una festa dello sport all’insegna dell’inclusione, dell’amicizia e della solidarietà» parla il presidente del Comitato paralimpico Luca Pancalli: «Un  concentrato  di messaggi a dimostrazione che soltanto con l’impegno si può lasciare qualcosa al Paese aiutandolo  in una rivoluzione culturale – aggiunge -. Non siamo un mondo a parte dello sport, ma parte di esso. Grazie anche a questi eventi si riesce a cambiare il Paese».

Lo dimostrano le testimonianze degli stessi atleti. Come quella di Federica Borla: «Prima di conoscere Special Olympics, quando non praticavo sport, le mie giornate erano tutte uguali, non avevo amici, non uscivo mai di casa, avevo paura delle persone e del loro giudizio, me ne stavo a distanza», racconta, spiegando che grazie al Special Olympics ha scoperto le sue capacità. «Cosi è cambiata la percezione che ho di me stessa e, al tempo stesso, sono cambiate le opinioni degli altri su di me. Per questo oggi mi sento e sono una ragazza unica e felice». O Come la storia di Fabio Procopio, che rivendica: «Io non sono il ragazzo con la sindrome di Down, sono Fabio, ho 25 anni e vivo qui a Torino. Sono un atleta e sono fiero ed orgoglioso che la mia città possa ospitare un evento nazionale di Special Olympics, così possiamo farci conoscere non per le nostre disabilità ma per quello che siamo in grado di fare».

1° giugno 2022