Spin Time, al lavoro per soluzione condivisa

La situazione dopo l’incendio nell’immobile occupato di via Santa Croce in Gerusalemme. Una riunione in Prefettura per individuare soluzioni idonee. Gli abitanti: «È una scelta politica»

Dopo l’incendio divampato nella notte all’interno dell’immobile occupato di Spin Time, in via di Santa Croce in Gerusalemme, e il conseguente sequestro disposto dall’autorità giudiziaria, si è svolta giovedì 30 luglio in Prefettura una riunione alla presenza del prefetto di Roma, Lamberto Giannini, con il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, il cardinale vicario Baldo Reina, il questore di Roma Roberto Massucci, l’assessore capitolino al Patrimonio e alle Politiche abitative Tobia Zevi e i rappresentanti della proprietà dell’immobile.

Nel corso dell’incontro è stata approfondita la situazione determinatasi a seguito dell’incendio, «con particolare attenzione – informa una nota del Campidoglio – alla tutela delle persone che vivevano nello stabile, molte delle quali in condizioni di fragilità, tra cui famiglie con bambini, anziani e persone con patologie. Roma Capitale, d’intesa con il I Municipio e con la rete dei servizi sociali, ha già provveduto ad assicurare una prima sistemazione alle persone più fragili e continuerà a operare, insieme a tutte le istituzioni coinvolte, per garantire assistenza e protezione», anche alla luce delle elevate temperature di questi giorni (oggi previsti 40 gradi) e delle conseguenti esigenze di tutela sanitaria.

Il Campidoglio ha sottolineato l’interesse a soluzioni condivise che consentano di tutelare i residenti e di salvaguardare l’esperienza di inclusione e solidarietà sviluppata nel territorio. I rappresentanti della proprietà hanno espresso disponibilità a collaborare con le istituzioni nella ricerca di un percorso condiviso. L’intento è di individuare, nel rispetto delle competenze di ciascuno, le soluzioni più idonee ad affrontare l’emergenza e garantire la tutela delle persone coinvolte.

Spin Time, 30 luglio 2026«Lavoriamo con tutte le altre istituzioni e anche con la proprietà per cercare di capire se una soluzione si può trovare», ha affermato l’assessore Zevi. La nostra soluzione ideale come Roma Capitale – ha precisato – è trasformare l’immobile «in case popolari come abbiamo fatto a Porto Fluviale con i fondi del Pnrr. Ma su questo la proprietà deve essere d’accordo. Inoltre l’immobile è sottoposto a due sequestri, uno per l’occupazione e uno per l’incendio. C’è un dialogo aperto. Lavoriamo per salvaguardare l’esperienza della comunità di Spin Time. E per dare una risposta immediato alla condizione drammatica di tutte queste persone».

«Davanti a Spin Time abbiamo passato la seconda notte in strada. Due notti in cui famiglie con bambini, anziani, persone fragili hanno dormito su una brandina o sul marciapiede, mentre la loro casa resta sigillata dietro un cancello presidiato dalle forze dell’ordine – scrivono gli abitanti dell’immobile sotto sequestro -. Nei luoghi in quartiere che si sono resi disponibili ad ospitalità di fortuna, le persone sono ammassate. Il caldo è insostenibile e la giornata di oggi rappresenta un elevato rischio per gli abitanti di fatto sfollati».

«Dietro quel cancello – prosegue il loro messaggio rivolto alla cittadinanza e alle istituzioni – non c’è una emergenza ma una soluzione. Ci sono letti, cucine, bagni, farmaci, ventilatori, acqua corrente. C’è tutto quello che serve per non lasciare nessuno in condizione di emergenza in mezzo a una strada. C’è un altro mondo possibile che non può essere cancellato. Lo diciamo con chiarezza: questa non è più una questione tecnica. È una scelta politica – precisa Spin Time – Per trentasei ore Spin Time ha dimostrato quello che dimostra da tredici anni. Resiste grazie all’autorganizzazione della propria comunità larga e resistente e la solidarietà di chi continua stringersi attorno al palazzo. La basilica di Santa Croce in Gerusalemme ha aperto le proprie porte alle persone più fragili, insieme al Polo Civico Esquilino e al Centro anziani del quartiere. – spiegano gli attivisti – Intanto centinaia di persone hanno scelto di trascorrere qui la notte, per non lasciare da soli gli abitanti e portare il necessario per sopravvivere. Quello che non possiamo fare da soli è aprire un cancello che altri hanno chiuso. Per questo restiamo in presidio permanente. Per questo chiediamo alla politica di occuparsene e di continuare a mantenere l’attenzione su questa emergenza. Oggi Spin Time è tutta la città».

31 luglio 2026