Spreco alimentare: le Acli recuperano a Roma 100 tonnellate di eccedenze

I dati dell’iniziativa “Il cibo che serve”, presentati nella VII Giornata nazionale di prevenzione. L’apertura alla distribuzione diretta alle famiglie in difficoltà

64.319 kg di pane e 36.612 kg di ortofrutta, per un totale di circa 1.200.000 pasti. Sono i dati del progetto “Il cibo che serve” realizzato dalle Acli provinciali di Roma nel corso del 2019: cibo recuperato dal rischio dello spreco – anche grazie alla collaborazione con il Centro agroalimentare di Roma -, che ha consentito di garantire alimenti di qualità anche sulle tavole delle persone più fragili. Se ne parla questa mattina, 5 febbraio, in occasione della VII Giornata nazionale di prevenzione allo spreco alimentari, nell’incontro organizzato da Acli Roma e Enpam (Ente di previdenza e assistenza dei medici e degli odontoiatri), dedicato proprio al contrasto dello spreco, al recupero delle eccedenze e alla salute, nell’ambito del progetto “Piazza della Salute” che Enpam porta avanti dal 2016 per sensibilizzare i cittadini sui corretti stili di vita.

“Il cibo che serve” – tra le buone pratiche a cui è dedicata la tavola rotonda della mattinata – è un progetto in continua crescita, che nell’ultimo anno si è ulteriormente sviluppato con la collaborazione dei Centri di Logistica e delle aziende produttrici attraverso il recupero di generi di prossima scadenza (2/3 mesi) ordinati dalla grande distribuzione organizzata ma non consegnati ai punti vendita e quindi salvati dallo smaltimento. Non solo. Nel 2019 grazie al progetto è stato recuperato anche pesce fresco, insieme a generi di prima necessità tra i quali alimenti per l’infanzia. Una novità per l’iniziativa, che, oltre a rivolgersi alle grandi realtà solidali del territorio, si apre quindi anche alla distribuzione diretta alle famiglie in difficoltà incontrate e accolte presso i presidi solidali delle Acli di Roma presenti soprattutto nelle periferie e nella provincia.

Proprio pensando alle famiglie, l’associazione romana ha ulteriormente esteso la propria attività di recupero ai mercati rionali ampliando la rete del progetto con il Mercato Montagnola e con quattro mercati del municipio Roma III, nei quali si sono svolte anche attività di animazione e sensibilizzazione territoriale per la prevenzione e il contrasto allo spreco. A oggi “il cibo che serve” conta 159 esercizi commerciali, 71 enti solidali in 11 municipi e 7 Comuni della provincia di Roma.

«Siamo felici di rinnovare anche quest’anno la nostra collaborazione con l’Enpam per la Giornata contro lo spreco alimentare – dichiara la presidente delle Acli romane Lidia Borzì -. Cibo e salute infatti sono alla base della nostra buona pratica di economia circolare, per cui il cibo a un passo dal diventare rifiuto diventa risorsa, producendo un valore economico, sociale, educativo e ambientale. Un progetto che ha significative ricadute positive non solo per i destinatari finali come le famiglie e le realtà solidali ma anche per gli esercenti – prosegue -, che concretizzano la loro responsabilità sociale d’impresa e possono avere un vantaggio economico grazie alla legge Gadda; per le istituzioni, in particolare i municipi, che si pongono come veri e propri presidi di prossimità, ma anche per le scuole e l’università, che svolgono importanti attività di sensibilizzazione e prevenzione che è la via principale per contrastare gli spechi».

Per il presidente Enpam Alberto Oliveti, «la lotta allo spreco alimentare deve partire dalla formazione, specialmente dei più giovani. Bisogna ricordare infatti che si tratta di un tema che ha un impatto sulla salute, oltre ad avere implicazioni etiche. Noi medici, con la nostra capillarità sul territorio, dobbiamo essere in prima linea nel promuovere uno stile di vita attento nella scelta degli alimenti e nella limitazione degli sprechi. Non a caso sono proprio gli alimenti più salutari i più soggetti a essere buttati, perché freschi e privi di conservanti».

5 febbraio 2020