Sri Lanka, cristiani colpiti «mentre erano in preghiera»

La strage nel giorno di Pasqua: 310 i morti e 500 i feriti. Papa Francesco: «Ho appreso con tristezza e dolore la notizia dei gravi attentati». Ancora: «Tutti condannino questi atti disumani»

«Tristezza e dolore». Nel giorno di Pasqua, domenica 21 aprile, dopo la benedizione “urbi et orbi”, dalla finestra affacciata su piazza San Pietro Papa Francesco si è fatto vicino alla Chiesa dello Sri Lanka, devastato da una serie di attentati che hanno colpito 3 chiese e altrettanti hotel, a Colombo. Il bilancio: almeno 310 morti e 500 feriti. «Desidero manifestare la mia affettuosa vicinanza alla comunità cristiana, colpita mentre era raccolta in preghiera, e a tutte le vittime di così crudele violenza – le parole di Francesco -. Affido al Signore quanti sono tragicamente scomparsi e prego per i feriti e tutti coloro che soffrono a causa di questo drammatico evento».

Erano le 9 del mattino – le 6 in Italia – quando una serie di 6 esplosioni simultanee ha sconvolto le celebrazioni pasquali delle comunità cristiane nel Paese. Tre ore dopo, altre due esplosioni, l’ultima delle quali però ha avuto come vittima il solo attentatore. Il tutto a opera di sette kamikaze, secondo quanto dichiarato nelle prime ore, anche se sembra ormai chiaro che l’attacco è stato possibile grazie a una rete internazionale. Ieri, lunedì 22 aprile, c’è stata un nuova esplosione in un furgone vicino a una chiesa mentre gli artificieri disinnescavano l’ordigno e sono stati trovati 87 detonatori vicino alla principale stazione di autobus della città. «Tutti condannino questi atti terroristici, atti disumani, mai giustificabili», ha detto  ancora Francesco al termine della preghiera del Regina Coeli. «Prego per le numerosissime vittime e feriti – ha aggiunto – e chiedo a tutti di non esitare a offrire a questa cara nazione tutto l’aiuto necessario».

Nel Paese intanto, che oggi celebra una giornata di lutto nazionale, è caccia ai membri del gruppo jihadista srilankese National Thowheed Jamath mentre nella chiesa di Saint Sebastian a Katuwapitiya, a Negombo, si celebrano questa mattina i funerali comuni per le vittime, come stabilito dall’arcivescovo di Colombo il cardinale Malcom Ranjith. Al porporato sono andate le condoglianze del presidente Maithripala Sirisena, che lo ha informato delle misure di sicurezza, rafforzate in tutte le chiese e non solo.

A esprimere il cordoglio del governo italiano, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, in un tweet. «Nella domenica di Pasqua – si legge nel testo – la notizia degli attentati in Sri Lanka contro Chiese, fedeli e turisti mi coglie addolorato e sinceramente preoccupato da questa nuova deriva d’odio. Dal Governo italiano un pensiero alle famiglie di queste vittime innocenti e ai feriti».

Indirizzato invece al presidente Sirisena il messaggio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. «Siamo vicini al dolore delle famiglie delle vittime – scrive il Capo dello Stato italiano – e, con viva speranza, auguriamo ai feriti un pronto e completo ristabilimento. Ho appreso con sdegno e profonda tristezza la notizia dell’efferato attentato che nelle ultime ore ha insanguinato lo Sri Lanka, causando numerosissime vittime anche tra fedeli inermi riuniti per celebrare la Pasqua – si legge nel testo -. In queste drammatiche ore, facendomi interprete dei sentimenti degli italiani tutti, desidero far giungere a Lei e all’amico popolo dello Sri Lanka le più sincere espressioni di cordoglio e di condanna di questo vile gesto di insensata violenza». Quindi, rinnovando «le condoglianze del popolo italiano e mie personali», Mattarella assicura che «lo Sri Lanka, di cui ospitiamo nel nostro Paese un’ampia e operosa collettività, potrà sempre contare sulla vicinanza dell’Italia e sul suo inflessibile impegno nella lotta contro ogni forma di terrorismo e di violenza».

23 aprile 2019