Strage a Bghdad, Sako: «Messaggio di morte»

Per il patriarca caldeo, «forse nel mirino anche il progetto elettorale». Ancora nessuna rivendicazione dell’attentato suicida. 35 le vittime e circa 90 i feriti

Un «messaggio di morte, che forse ha a che fare con il ritiro dei soldati Usa dal Paese o con il progetto elettorale». Il patriarca caldeo di Baghdad Louis Raphael Sako “rilegge” con l’Agenzia Fides il duplice attacco suicida che ieri mattina, 21 gennaio, ha colpito il mercato di vestiti usati in piazza Tayran, nel centro della Capitale irachena, in una delle ore di maggiore affollamento. Il bilancio: 35 morti e circa 90 feriti, di cui alcuni molto gravi. Due gli attentatori suicidi.

Al momento, informano le autorità irachene, non ci sono state rivendicazioni, anche se, ha affermato il generale Kazem Selman, direttore della Protezione civile irachena, «l’attentato ricorda per modalità ed esecuzione quelli compiuti da Daesh», dallo Stato Islamico, che dal giugno 2014 aveva conquistato ampie regioni del nord del Paese, fino a essere dichiarato militarmente sconfitto in Iraq nel dicembre 2017. Il centro di Baghdad, in ogni caso, non veniva colpito da attentati di questo tipo dal giugno 2019.

Nell’analisi di Fides, la strage di Baghdad «fa cadere un’ombra di inquietudine anche sull’attesa trepidante vissuta dalle comunità cristiane locali in vista della visita apostolica di Papa Francesco in Iraq, in programma dal 5 all’8 marzo. Il 19 gennaio, a Baghdad, nella sede del Patriarcato caldeo, i vescovi cattolici in Iraq avevano partecipato a un incontro di preparazione della annunciata visita papale». Intanto il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin ha inviato al presidente iracheno Bahram Salih un telegramma di cordoglio per le vittime della strage, a nome di Papa Francesco. «Sua Santità Papa Francesco – si legge nel testo, diffuso dalla Sala stampa vaticana – è stato profondamente rattristato nell’apprendere dell’attentato di questa mattina in piazza Tayaran a Baghdad. Nel deplorare questo insensato atto di brutalità, il Papa prega per le vittime decedute e le loro famiglie, per i feriti e per il personale di emergenza presente. Confidando che tutti continuino a lavorare per superare la violenza con fraternità, solidarietà e pace, Papa Francesco – conclude il telegramma – invoca sulla nazione e sul suo popolo iracheno la benedizione di Dio onnipotente».

22 gennaio 2021