Sud Sudan: aggredito il vescovo di Rumbek, Carlassare

Il comboniano – il più giovane presule al mondo – ferito alle gambe da uomini armati. Le sue parole: «Pregate non per me ma per la gente, che soffre più di me»

«Pregate non tanto per me ma per la gente di Rumbek, che soffre più di me». È rimasto cosciente il vescovo comboniano Christian Carlassare, colpito alle gambe poco dopo la mezzanotte di ieri, 25 aprile, nella sua casa a Rumbek, appunto, in Sud Sudan, da due persone armate. Al momento è fuori pericolo, informa la rivista dei Comboniani “Nigrizia”, ma ha perso molto sangue e verrà presto trasferito nella Capitale Juba e poi a Nairobi, dove sarà sottoposto a una trasfusione.

Padre Christian, 43 anni, era stato accolto nella diocesi – a maggioranza dinka, una delle etnie più numerose nel Paese, appena 10 giorni fa, il 16 aprile scorso, dopo che l’8 marzo Papa Francesco l’aveva nominato vescovo, facendone, di fatto, il presule più giovane al mondo, alla guida di una diocesi giovanissima, nata solo nel 1975. Prima di lui l’aveva guidata anche il missionario comboniano Cesare Mazzolari, morto una settimana dopo la dichiarazione di indipendenza del Sud Sudan, nel luglio 2011. Il nuovo vescovo era stato accolto con gioia, riferiscono i Comboniani, ma «probabilmente a qualcuno non andava giù che un giovane venuto da lontano e che aveva lavorato per quindici anni con l’altro gruppo etnico preponderante nel Paese, i Nuer, fosse stato scelto proprio per guidare la diocesi di Rumbek», si legge dalla pagine di “Nigrizia”.

Proprio alla rivista dei Comboniani solo poche settimane fa padre Chrstian aveva confidato i suoi  auspici per il futuro. «Sogno che i giovani del Sud Sudan possano realizzare i loro sogni, che non siano costretti a darsi alle armi o a lasciare il Paese, che possano studiare e trovare un lavoro che costruisca il futuro e dia stabilità al Paese – aveva detto -. Sogno che le giovani ragazze del Sud Sudan possano emanciparsi e non essere totalmente dipendenti dai loro capi famiglia e che possano fare le proprie scelte in libertà».

26 aprile 2021