Sud Sudan, il vescovo di Rumbek alla comunità: «Uniti nel processo di riconciliazione»

Il videomessaggio del presule, ferito in un agguato nella notte tra 25 e 26 aprile, sulla pagina Facebook dei Comboniani. «Cercate la giustizia con il cuore di Dio»

Parla dal suo letto nell’ospedale di Nairobi, il vescovo di Rumbek (Sud Sudan) Christian Carlassare, ferito alle gambe in un agguato nella notte tra 25 e 26 aprile, e, dalla pagina Facebook dei Comboniani si rivolge, in inglese, alla sua comunità. «Pace, unità, perdono e riconciliazione»: queste le parole scandite dal presule missionario.

«Colgo l’occasione per salutare ognuno di voi – le sue parole -. Sto bene, si stanno prendendo cura di me e sto migliorando. Ci vorrà un po’ di tempo per camminare di nuovo con le mie gambe ma sono sicuro di tornare per stare con voi. Per favore – l’esortazione – restate uniti e siate pronti al perdono. Cercate la giustizia con lo stesso cuore di Dio, ossia un cuore misericordioso che può insegnare la pace, la misericordia nei confronti di ogni persona, perché questi valori sono dentro ognuno di noi. Anche se sono lontano mi sento con voi – conclude -, per favore state accanto a me in questo processo di riconciliazione».

Intanto dal Consiglio generale dei missionari Comboniani arriva anche una nota, a commento delle informazioni che circolano, in queste ore, su vari organi di stampa riguardo all’aggressione subita da Carlassare. «Anche se dolorosa, la verità accertata è sempre un punto di partenza per la guarigione delle ferite da parte di chi le ha subite come da parte di chi le ha inflitte. Attendiamo con vigile fiducia i risultati dell’inchiesta», scrivono i religiosi. Il Consiglio, in particolare, si dice «grato e fiducioso nel lavoro che stanno svolgendo gli organi di polizia e le autorità competenti. È significativo a questo proposito che la più alta autorità civile del Paese si sia pronunciata auspicando che le indagini proseguano rapide, approfondite e imparziali», aggiungono riferendosi al messaggio del presidente Salva Kiir.

E ancora: «Siamo grati a Dio che le ferite riportate da monsignor Carlassare non mettano in pericolo la sua vita – si legge nella nota -. Siamo grati in modo particolare a lui per averci indicato con quali sentimenti vivere, come cristiani e come missionari, quanto accaduto: misericordia verso i colpevoli, solidarietà con le persone semplici e di buon cuore, che rappresentano la maggioranza della popolazione a Rumbek come altrove, vittime ogni giorno, nel silenzio e lontano dai riflettori dei mezzi di comunicazione di massa, di un clima di violenza e di intimidazione che è diventato troppo consueto nei rapporti tra le diverse espressioni della società sud-sudanese e, purtroppo, non soltanto di questa». Quindi, la preghiera, «perché non prevalga nel cuore di tutti il desiderio di vendetta».

28 aprile 2021