Suor Guarnieri: consacrati, chiamati a rinnovare fedeltà a Dio e all’uomo

La delegata diocesana Usmi presenta le iniziative in programma a Roma per l’Anno indetto da Francesco: adorazione a San Giovanni in Laterano, convegni, incontri e una veglia di ringraziamento in San Pietro

«A cinquant’anni dal decreto sul rinnovamento della vita religiosa “Perfectae caritatis”, emanato dal Concilio Vaticano II, saremo chiamati a fare memoria grata del nostro passato e a rinnovare l’impegno di fedeltà alla fede e all’uomo di oggi». Questo il senso dell’Anno della vita consacrata iniziato con la veglia di sabato 29 novembre nella basilica di Santa Maria Maggiore, secondo suor Gabriella Guarnieri, delegata diocesana dell’Unione superiori maggiori d’Italia (Usmi). «Quest’anno – prosegue – dobbiamo prendere coscienza di ciò che siamo chiamati ad essere in un tempo delicato e complesso: vivere con ancora maggiore passione la nostra sequela a Cristo in comunione con la Chiesa». Ognuna delle ordinarie attività annuali dell’Usmi sarà contrassegnata dalle indicazioni dell’Anno della vita consacrata. «Stanno già avvenendo incontri nei settori – aggiunge suor Guarnieri – per migliore la conoscenza reciproca. Gli incontri sono presieduti dal vescovo ausiliare e vi partecipano parroci e religiosi e religiose di quel settore. Questa è una novità che abbiamo preparato in occasione dell’Anno della vita consacrata. Ci saranno poi cinque momenti di adorazione eucaristica nella basilica di San Giovanni in Laterano. Ogni incontro è organizzato da un settore della diocesi e la veglia sarà presieduta dal rispettivo vescovo ausiliare. Sarà compito delle suore e delle parrocchie di quel settore invitare più persone possibili».

La vita consacrata è chiamata a vivere e attraversare un «tempo di crisi, di passaggio». «Noi consacrati – spigae la delegata diocesana dell’Usmi – attraversiamo le stesse dinamiche della società. Soffriamo le stesse crisi della famiglia, del lavoro, dell’uomo. Ma non dobbiamo disperarci, dobbiamo trovare una risposta a partire dalla nostra coscienza». La crisi è sia esogena che endogena. «C’è la crisi numerica che comprendiamo di più: in tante famiglie con un solo figlio è difficile accettare che si consacri. All’interno invece – osserva suor Gabriella – si può avere una crisi di identità. Forse la formazione che si riceve non è sempre adeguata. Inoltre, conta la provenienza delle giovani che si preparano alla vita consacrata: sempre più provengono non dall’Europa ma dall’Africa o dall’Asia. Questo rende più difficile la loro formazione».

Le veglie di preghiera insieme ai consacrati della diocesi di Roma, organizzate dall’Usmi nella basilica di San Giovanni in Laterano, sempre dalle ore 15.30 alle 16.30, si svolgeranno il 14 dicembre, il 22 febbraio 2015, il 12 aprile, il 3 maggio e il 14 giugno. Il programma dell’Anno della vita consacrata prevede un convegno ecumenico con consacrati di altre Chiese dal 22 al 24 gennaio 2015. Una veglia di ringraziamento il 30 gennaio nella basilica di San Pietro. Un convegno per formatori dall’8 all’11 aprile. Tutto dedicato ai giovani consacrati il convegno che si svolgerà dal 23 al 26 settembre. Dal 18 al 21 novembre un convegno sulla vita monastica, con presidenti delle federazioni di tutti gli ordini; nella stessa data anche l’appuntamento per le Società di vita apostolica e per l’Ordo Virginum. Dal 28 gennaio al 1° febbraio 2016, prima della chiusura dell’Anno, un simposio teologico sulla vita consacrata.

2 dicembre 2014