Suor Ines, 77 anni, uccisa in Centrafrica

La preghiera del Papa all’udienza generale: «Una donna in più che dà la vita per Gesù nel servizio ai poveri». Ucciso in Africa anche padre Landry

«Educatrice dei poveri». Nei saluti ai fedeli di lingua francesce, al termine dell’udienza generale di questa mattina, 22 maggio, Francesco ha ricordato così suor Ines Nieves Sanchez, 77 anni, «uccisa barbaramente in Centrafrica, proprio nel locale dove insegnava a cucire alle ragazze. Una donna in più che dona la sua vita al servizio dei poveri: preghiamo per lei». La religiosa, della piccola comunità locale delle Figlie di Gesù, da molti anni mpegnata in questo grande agglomerato della prefettura di Sangha-Mbaéré, nel sudovest della Repubblica Centrafricana, al confine con il Camerun, è stata uccisa nella notte tra domenica 19 e lunedì 20 maggio. Alcuni sconosciuti si sono introdotti nella sua stanza, l’hanno prelevata e l’hanno condotta proprio nei locali dove teneva le sue lezioni di cucito per le ragazze del villaggio di Nola, nella diocesi di Berberati. Forse un luogo simbolico per i suoi aggressori. Qui l’hanno decapitata. I motivi dell’aggressione sono ancora sconosciuti. Nessuno ha rivendicato l’azione. L’Osservatore Romano riferisce che il suo corpo è stato orrendamente mutilato. I media vaticani riportano anche la testimonianza di suor Elvira Tutolo, delle Suore della carità di Santa Giovanna Antida Thouret, da 18 anni in missione a Berberati: «C’eravamo viste a Pasqua e lei non era voluta venire via. Diceva: “Non sono sola! Ci sono le ragazze”».

Il 19 maggio è stato ucciso in Mozambico anche un altro missionario, aggredito a colpi di machete: padre Landry Ibil Ikwel, 34 anni, della congregazione dei Sacri Cuori di Gesù e Maria. Dirigeva l’Istituto per persone non vedenti di Beira, nella regione centrale del Paese. Padre Ikwel, riporta il Sismografo, era originario della Repubblica Democratica del Congo ed era stato ordinato il 7 febbraio 2016 a Kinshasa. La polizia indaga ma al momento non ci sono ancora informazioni sulla sua morte. È il decimo sacerdote ucciso nel mondo dall’inizio dell’anno, di cui 7 in Africa e 3 in America. «Di fronte alla morte del nostro fratello Landry Ibil Ikwel, nell’ospedale di Beira a seguito di un brutale attacco nella casa della comunità a Beira – si legge in una nota diffusa dalla congregazione -, uniamo i nostri cuori a quelli dei nostri fratelli e sorelle in Africa nel dolore, nella preghiera e nella fiducia in colui che è morto violentemente sulla croce perdonando i suoi aggressori, chiediamo al Signore che, ovunque la morte cerchi di prevalere, prevalga invece la vita».

22 maggio 2019