Terremoto in Toscana, in corso le verifiche dei danni

Numerose le scosse nella notte tra 8 e 9 dicembre; la più forte alle 4.37 del mattino, di magnitudo 4.5. Scuole chiuse in via precauzionale in tutto il Mugello

«Durante la notte abbiamo sentito numerose scosse di terremoto. Con l’ultima, fortissima delle ore 4.37, sono iniziati a cadere i quadri, gli oggetti sopra i mobili. I calcinacci si staccavano dal soffitto. Tremava tutto e siamo corsi per strada». È la testimonianza di don Stefano Ulivi, parroco di San Silvestro, a Barberino di Mugello, in provincia di Firenze, raccolta dall’Agenzia Sir. «I vigili del fuoco, che sono accorsi in breve tempo – prosegue il sacerdote -, dopo il sopralluogo alla parrocchia e alla canonica, le hanno dichiarate inagibili. Ora ci troviamo fuori, davanti alla chiesa, per presidiarla. Forse dovrebbe arrivare la Soprintendenza per verificare i danni a un quadro. Il porticato è pericolante e anche la facciata ha riportato una crepa evidente. Dall’interno si vedono le travi di legno scoperte».

Una situazione, quella della parrocchia, che riflette quella di tutto il territorio. Le scosse di terremoto che si sono verificate nell’area del Mugello, in Toscana, nelle ultime 12 ore, con la più forte di magnitudo 4.5 registrata dall’Ingv alle 4.37, avvertita fino a Firenze e Pistoia, sembrano non aver creato danni a persone ma certamente ne hanno portati agli edifici. Registrati danni in particolare a Scarperia, a San Piero e a Barberino. Chiuse in via precauzionale le scuole in tutto il Mugello. Ripresa invece la circolazione dei treni sulla linea ad Alta velocità nei pressi del nodo di Firenze, nonostante i ritardi superiori all’ora. I treni infatti scontano ancora i ritardi accumulati in seguito alla sospensione decisa per consentire ai tecnici di effettuare le verifiche sulla linea. Secondo quanto si apprende da Rfi (Rete Ferroviaria Italiana) e dalla Protezione Civile, sono invece ancora in corso i controlli sulle linee regionali, che però dovrebbero riaprire a breve.

«Era dal 29 giugno del 1919 che in Mugello, dove c’è stato l’epicentro, non si registrava un terremoto di questa entità – ricorda ancora don Stefano Ulivi -. All’epoca ci furono oltre 100 morti. Si registrò una scossa tra il settimo e il nono grado della scala Mercalli».  Al momento l’arcivescovo di Firenze, il cardinale Giuseppe Betori, si sta recando nelle zone colpite per esprimere tutta la vicinanza della Chiesa e per verificare di persona la situazione. Anche le unità di crisi del ministero ai Beni culturali sono al lavoro da questa notte per la verifica e la messa in sicurezza del patrimonio culturale eventualmente danneggiato dalle scosse di terremoto registrate nell’area del Mugello.

9 dicembre 2019