Tetto stranieri in classe? Valditara visiti il “modello Torpignattara”

L’invito dell’associazione Asinitas, che con il progetto Galassia Torpigna sperimenta un protocollo per la scuola inclusiva, che valorizza le differenze

Altro che tetto per gli alunni stranieri in classe: a Roma c’è un modello che non teme diversità e contaminazioni, ma anzi le valorizza e ne fa ricchezza. È il “modello Torpignattara”, con cui l’associazione Asinitas replica oggi alla discussa proposta del ministro Giuseppe Valditara (Istruzione e merito), sostenuta da Salvini. Una proposta che «svela, più di altre, la natura escludente e razzista che ne informa la visione del mondo e della società, scuola inclusa», commenta Alessandra Smerilli, presidente di Asinitas, associazione che da quasi vent’anni si occupa, nel quartiere romano di Torpignattara, di educazione, formazione e inclusione sociale.

«Avere meno stranieri in classe è semplice – suggerisce Smerilli -: basterebbe mettere mano alla legge sulla cittadinanza, concretizzare le diverse e valide proposte di legge che sono state presentate negli ultimi anni: dalla proposta dello ius soli temperato e lo ius culturae (che ottennero l’approvazione della Camera nel 2015 ma non la maggioranza politica per potersi trasformare in legge) e lo ius scholae, che lega l’acquisizione della cittadinanza al compimento di un ciclo di studi, presentato in Parlamento nel 2022 ma uscito dall’agenda politica in breve tempo». E se a intimorire il ministro sono le differenze culturali, allora il suggerimento è quello di visitare proprio Torpignattara, dove il progetto “Galassia Torpigna” sperimenta un protocollo operativo per la scuola inclusiva: un’alleanza che valorizza le differenze, anziché trasformarle in disuguaglianze.

«Il ministro Valditara potrebbe prendere un bus e da Palazzo Chigi raggiungere in pochi minuti Torpignattara, o “Torpigna”, come amano chiamarla i suoi abitanti, quartiere multiculturale nel quadrante est di Roma, rappresentata alternativamente – a seconda di chi la osserva e la racconta – come laboratorio di convivenza multietnica all’avanguardia o quartiere degradato a rischio esplosione – continua Smerilli -. A Torpignattara vivono seconde e ormai anche terze generazioni di ragazzi e ragazze con background migratorio. Non stranieri, ma ragazze e ragazzi italo-bangladesi, italo cinesi, italoegiziani».

È qui che Asinitas, insieme alle scuole Laparelli e Salacone, al municipio e a numerose associazioni attive sul territorio come Cemea del Mezzogiorno, A Sud, Altramente, Pisacane 0-99, Ecomuseo Casilino e Ascs hanno avviato un percorso di condivisione e partecipazione, che per tre anni scolastici «cementerà un’alleanza educativa tra istituzioni, scuole e associazioni del territorio per lottare contro l’esclusione e la segregazione scolastica. Si chiama Galassia Torpigna, perché il modello che intende creare tra tutti gli attori della comunità educante è sinergico: una Galassia dunque, non un insieme di pianeti», spiega Smerilli.

Galassia Torpigna è un progetto selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile e Asinitas ne è capofila: «Vogliamo fare in modo che le nostre scuole diventino sempre più aperte, inclusive, capaci di accogliere le sfide e le opportunità che la società multiculturale ci offre. Occorre che le scuole e le associazioni mettano in comune e in campo le esperienze, gli strumenti e le pratiche utili a prevenire e contrastare fenomeni di dispersione o di segregazione scolastica».

L’obiettivo è sperimentare un protocollo operativo per una scuola interculturale. «L’esatto contrario di quanto auspica Valditara. Un protocollo che risponde alle esigenze reali del territorio, non alle idee retrograde di un ministro. È per questo che agli abitanti delle stanze chiuse del ministero dell’Istruzione e del merito farebbe molto bene conoscerlo, e conoscere scuole come la Pisacane e la Deledda, sono scuole pioniere, apripista di sperimentazione pedagogica, il cui enorme lavoro di mediazione sociale e tenuta del tessuto sociale sul territorio dovrebbe essere riconosciuto e sostenuto dalle istituzioni», conclude Smerilli.

8 aprile 2024