Tunisia: il presidente Saïed impone il coprifuoco. Chiusa la sede di Al-Jazeera

Si aggrava la crisi politico-istituzionale nel Paese, dopo la decisione di licenziare il primo ministro Hichem Mechich e sospendere le attività del Parlamento

Il presidente della Tunisia Kaïs Saïed ha proclamato il coprifuoco dalle 19 alle 6 del mattino su tutto il territorio nazionale, della durata di un mese, per scongiurare disordini. Il Capo dello Stato ancora ieri, 26 luglio, ha deposto anche il ministro della Difesa Ibrahim Bartaji, segno che la crisi politico-istituzionale nel Paese si sta aggravando. Questi annunci giungono infatti all’indomani della decisione di Saïed di licenziare il primo ministro Hichem Mechich e sospendere le attività del Parlamento, un’azione che il capo dello Stato rivendica come «necessaria» e «costituzionale», alla luce delle proteste degli ultimi giorni, ma che il principale partito di opposizione Ennahda ha definito «un colpo di Stato», assieme a una parte dell’opinione pubblica tunisina.

Nuovi cortei si sono registrati nella giornata di ieri davanti alla sede del Parlamento a Tunisi, circondato da militari e camionette dell’esercito, mentre Lotfi Hajji, il direttore della sede dell’emittente Al-Jazeera nella Capitale tunisina, ha riferito alla stampa internazionale che la polizia ha chiuso la redazione dell’all-news araba bloccando le trasmissioni.

La crisi in Tunisia giunge dopo forti manifestazioni popolari organizzate nei giorni scorso per chiedere le dimissioni del governo, giudicato incapace di gestire la pandemia di Covid-19, che nel Paese è causa di una grave crisi economica oltre che sanitaria. Preoccupazione per gli sviluppi nel Paese nordafricano, che solo dieci anni fa poneva fine al lungo regime del presidente Zine El Abidine Ben Ali attraverso una sommossa di piazza, è stata espressa dalla comunità internazionale. Il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha incoraggiato tutte le parti a impiegare «il dialogo» come unico strumento «per risolvere le controversie». Anche il segretario di Stato americano Antony Blinken, in un colloquio telefonico, ha esortato il presidente Saied ha mantenere il dialogo aperto con tutte le parti e a «rispettare i principi della democrazia».

27 luglio 2021