Ucraina: i due anni di guerra visti con gli occhi dei rifugiati accolti a Roma

Il bilancio di Caritas Roma, che ripercorre l’impegno nell’accoglienza e nell’assistenza alla popolazione. Gli interventi hanno coinvolto oltre 2mila profughi; oltre 1.500 quelli incontrati nei centri d’ascolto. 707 gli interventi sanitari in 227 cittadini ucraini

Alla vigilia del secondo anniversario della guerra in Ucraina, innescata dall’invasione russa il 24 febbraio 2022, la Caritas diocesana di Roma ricorda il cammino fatto accanto alla popolazione in fuga. Donne, soprattutto. Come Hanna, salita su un treno diretto verso la frontiera dell’Ucraina, mentre vedeva il padre, con gli occhi lucidi, restare fuori dal vagone. O come Zoia, arrivata a Roma da Kiev, anche lei con un lungo viaggio in terno, insieme alla mamma e al fratello. E ancora, come Sofia, che nell’offensiva russa a Bucha ha perso un braccio. Operata al Bambino Gesù, ora è ospitata, con suo padre, a Casa San Girolamo.

Il giorno dell’invasione russa, sottolineano da Caritas Roma, «segna anche l’inizio di un esodo di profughi che si è riversato in Europa. Anche in Italia – rimarcano -, seppure con presenze inferiori rispetto a quelle che si sono avute in Germania e Polonia, notevole è stata la presenza di cittadini ucraini già dalle settimane precedenti l’inizio del conflitto. Persone, soprattutto giovani famiglie, arrivate grazie alle “catene familiari” presso familiari e amici già inseriti nel Paese».

Gli interventi della Caritas hanno coinvolto 2mila profughi provenienti dall’Ucraina e hanno riguardato tre ambiti, coinvolgendo i diversi servizi diocesani e le parrocchie: «1.585 sono accompagnati  attraverso i centri di ascolto diocesani; 188 con il programma di accoglienza diffusa nelle comunità parrocchiali, istituti religiosi e famiglie, realizzata in collaborazione con la Prefettura di Roma e la Protezione civile; 227 attraverso l’assistenza sanitaria presso il Poliambulatorio di via Marsala».

In particolare, tra il 2022 e il 2023 i 1.585 cittadini ucraini incontrati nei centri di ascolto parrocchiali e diocesani – «1.390 nel solo 2022» – sono stati  un decimo di tutti coloro che si sono rivolti ai centri. Donne, per lo più (83,2% del totale), distribuite uniformemente nelle diverse classi di età, con una prevalenza delle fasce dai 18 ai 49 anni (52%). Da rilevare anche la presenza di minori, il 7,5%, arrivati in Italia senza genitori e affidati a parenti e amici.

«Quella ucraina è ormai un’immigrazione radicata sia in Italia che a Roma, da sempre caratterizzata per la specifica presenza femminile e orientata all’inserimento lavorativo nei servizi alla persona (lavoro domestico, assistenza degli anziani e delle famiglie). Proprio questi legami sono stati alla base di un sistema di accoglienza che ha visto come protagoniste le parrocchie e i servizi Caritas», spiegano dall’organismo pastorale. Per il 70% delle persone si è trattato del primo incontro con la Caritas, un terzo del totale era invece già iscritto dagli anni precedenti, in molti casi anche da oltre un decennio. 606 le persone che si sono rivolte ai centri di ascolto parrocchiali: il 40% del totale; di queste il 78% erano al primo contatto con la Caritas. 607 quelle incontrate dal Centro di ascolto stranieri di via delle Zoccolette (33%); il 39% erano già registrate e conosciute.

Gli ucraini che, con una procedura autorizzata in casi eccezionali, hanno avuto il primo contatto con la Caritas attraverso le mense, senza prima passare da un centro di ascolto, sono stati 272. Complessivamente, sono stati realizzati 3.500 “interventi”: prestazioni “multiple”, anche se accomunate tutte da richieste di aiuti alimentari. Il 55% riguarda infatti pacchi e buoni alimentari, accessi alle mense. Al 10% è stata rilasciata la tessera per gli empori e 209 sono stati interventi per beni di prima necessità, soprattutto vestiario e smartphone. L’ascolto (16%), l’orientamento lavorativo, pratiche per l’alloggio, legali e amministrative, inserimenti scolastico e accompagnamento i servizi sanitari sono stati gli altri interventi più effettuati.

Riguardo al capitolo dell’accoglienza diffusa, attivata dal 30 marzo 2022, sono stati 188 i profughi che hanno trovato ospitalità in 44 strutture: 15 parrocchie, 26 istituti e ordini religiosi, 3 case di accoglienza. Gli ospiti provengono da due diversi programmi di accoglienza: quello della Prefettura di Roma, il primo ad essere avviato, e quello con la Protezione civile, attivato nel settembre 2022. Tra i cittadini accolti – 186 ucraini e 2 georgiani che vivevano in Ucraina stabilmente – 85 sono minorenni: 18 con età inferiore ai 5 anni (scuola materna); 33 che in patria frequentavano la scuola primaria; 36 nel ciclo secondario (media inferiore e scuole superiori); 12 studenti universitari. «Tutti i ragazzi sono stati inseriti nelle scuole italiane accompagnati dalle comunità di accoglienza e dai tutor previsti dal progetto – riferiscono dalla Caritas -. Il tipo di composizione familiare più diffusa è quella mono-genitoriale: nuclei mamma-bambini o nonna-bambini; 20 le accoglienze singole. Alla fine del 2023 erano 80 le persone ancora accolte mentre 108 avevano lasciato l’accoglienza per tornare in patria».

Per la sua posizione strategica – vicino alla Stazione Termini e a poca distanza dall’Hub vaccinale e polo di orientamento sanitario per i profughi ucraini della Regione Lazio/Asl Roma 1 – il Poliambulatorio Caritas è divenuto fin da subito un punto di riferimento per questa popolazione, in particolare per la gestione di malattie croniche o per problematiche mediche o aggiustamento di terapia, in attesa che si perfezionassero le pratiche burocratiche-amministrative per accedere al Servizio sanitario regionale. A partire dal 2022 sono stati effettuati 707 interventi sanitari in 227 cittadini ucraini di cui 189 arrivati nel 2022. Tra i profughi il 76,7% sono donne, circa l’12% sono minorenni, il 38% ha una età compresa tra i 30 e 50 anni, il 7% sopra i 70 anni.

23 febbraio 2024