Ucraina: truppe di Kiev in ritirata da alcune zone della regione di Kharkiv

L’annuncio dello Stato maggiore. Gli Usa: «La situazione sul campo di battaglia è difficile. Siamo preoccupati». Mosca: in gran parte «sventato» attacco sulla Crimea occupata. Ue: misure restrittive nei confronti di 4 media russi

Dopo la nuova offensiva lanciata dalla Russia venerdì scorso, 10 maggio, l’esercito ucraino è stato costretto al ritiro da alcune zone del fronte settentrionale, nella regione di Kharkiv. Lo ha annunciato lo Stato maggiore di Kiev. «In alcune zone, vicino a Lukiantsi e Vovchansk, in risposta al fuoco nemico e all’assalto della fanteria, le nostre unità hanno manovrato verso posizioni più favorevoli per salvare la vita dei nostri soldati ed evitare vittime», si legge in un post pubblicato sui social network. Stando al Consiglio di sicurezza di Kiev, citato dall’Independent, fino a 30mila soldati ucraini sono impegnati negli attacchi dell’esercito russo nella regione di Kharkiv.

Intanto il ministero della Difesa di Mosca informa che nella notte l’Ucraina ha lanciato un massiccio attacco aereo sulla città portuale di Sebastopoli, nella Crimea occupata, e su diverse regioni russe, riferisce l’agenzia la Tass. Oltre alla Crimea, l’operazione ha interessato le regioni di Belgorod, Kursk e Bryansk e ha coinvolto anche i missili guidati di precisione a lungo raggio Atacms forniti dagli Usa. 10 di questi, secondo il Cremlino, sono stati abbattuti sul territorio della Crimea e l’attacco, dichiarano dal ministero della Difesa, è stato in gran parte «sventato». Secondo l”Independent, l’Ucraina ha utilizzato anche 17 droni kamikaze.

Dagli Usa, il portavoce del Pentagono parla di «situazione difficile sul campo di battaglia». Sul tavolo, il tema dei nuovi aiuti destinati a Kiev, attualmente in stallo al Congresso. Gli ucraini, nell’analisi del portavoce, «continuano ad adottare misure per difendere il proprio territorio e faremo tutto il possibile per fornire loro le munizioni e i rifornimenti critici di cui hanno bisogno», assicura, sottolineando quanto «questa pausa nell’assistenza alla sicurezza non sia stata utile». Anche perché Mosca intanto «ha sfruttato la situazione sul campo di battaglia e sta cercando di fare progressi. Per quanto incrementali possano essere, è certamente preoccupante», conclude.

Sul fronte opposto la reazione di Mosca, secondo cui nessun armamento basterà a salvare «il regime criminale di Zelensky dal collasso», sono le parole della portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova, citate dalla Tass. Netta la dichiarazione della portavoce: tutto il materiale militare inviato dai Paesi occidentali all’Ucraina «sarà distrutto».

Dall’Europa nel frattempo i rappresentanti permanenti dei 27 Stati membri Ue è arrivato il via libera a una serie di misure restrittive nei confronti di 4 media russi: Voice of Europe, Ria Novosti, Izvestia e Russia Gazeta. Le misure si iscrivono nella strategia di contrato dell’Ue alle interferenze di Mosca in vista delle Europee. L’approvazione è arrivata nella riunione degli ambasciatori iniziata questa mattina, 15 maggio, dove al di là del bando ai 4 media russi, si discuterà del quattordicesimo pacchetto di sanzioni, che si punta ad approvare nelle prossime settimane.

15 maggio 2024