Un centro di ascolto sui temi della salute

È attivo nei lunedì di giugno a Santa Maria Addolorata a Villa Gordiani. Ciclo di formazione con l’Ufficio diocesano. Fra i temi, l’assistenza al malato terminale

Un centro di ascolto per la pastorale sanitaria sarà attivo nella parrocchia Santa Maria Addolorata a Villa Gordiani nei lunedì di giugno dalle 10 alle 12.30 e dalle 16 alle 19.45. L’iniziativa, rivolta a chi desidera parlare dei propri problemi di salute, ricevere informazioni su alcune patologie o assistenza pastorale a domicilio, rientra nel ciclo di incontri “La solitudine nella fragilità… è cara al Sacro Cuore” promosso dal vice parroco don Mario Mesolella, con l’Ufficio della Pastorale sanitaria della diocesi per il 7, il 14, il 21 e il 28 giugno alle ore 17. Un vero e proprio percorso di formazione destinato a chi è sensibile al mondo della malattia e a chi ne è già coinvolto a vario titolo.

Il primo appuntamento è dedicato a “L’anziano. Ascolto e vicinanza nella malattia” di cui parlerà il vescovo Paolo Ricciardi, delegato per la pastorale sanitaria. Saranno anche approfonditi i temi della disabilità in famiglia, della fibromialgia, dell’assistenza al malato terminale. Scopo del progetto, che in linea con il cammino diocesano vuole ascoltare il “grido della città”, è «sensibilizzare la popolazione, accendere le luci sulle fragilità, conoscere meglio
il territorio che comprende 53mila abitanti», dice don Mario. Sacerdote da appena otto mesi, ha già sperimentato che «l’ascolto è la parte che maggiormente impegna le giornate del presbitero. Da qui l’idea del centro che nasce anche dall’invito del cardinale vicario Angelo De Donatis a offrire “qualcosa in più”».

Nel progetto è stato coinvolto “Il Lab”, il gruppo giovanile della parrocchia che da 15 anni, tutti i sabato pomeriggio, include nelle proprie attività i disabili del quartiere. Per don Carlo Abbate, addetto dell’Ufficio della pastorale sanitaria e assistente spirituale dell’hospice Villa Speranza, «è inevitabile parlare di malattia. La pandemia ha riportato a una realtà che rientra nel percorso della vita di una persona. È importante affrontarla non solo dal punto di vista clinico, terapeutico e assistenziale ma anche darle un senso nella fede. Per quanto culturalmente e istintivamente si tenti a censurarla, i percorsi storici della vita fanno fare i conti con la malattia e per questo è importante darle un senso perché rientra nel cammino di caducità e di precarietà dell’essere umano che ci rende “fratelli tutti”».

Ignazia Collu ha aderito all’iniziativa offrendosi come volontaria per il centro di ascolto. A causa di un problema di salute personale ha «sperimentato che nella malattia oltre alla sofferenza fisica ha una sua rilevanza quella interiore che, se accolta e condivisa, dà forza per affrontare anche quella fisica. Sapere che non si è soli nella malattia è fonte di speranza».

7 giugno 2021