Sul web un sito sulla tratta

Presentato in Vaticano il sito che raccoglie le storie delle vittime. La coordinatrice suor Bottani: «Serve un azione collettiva per rimuovere l’indifferenza»

Presentato in Vaticano il sito che raccoglie le storie delle vittime. La coordinatrice suor Gabriella Bottani: «Serve un azione collettiva per rimuovere l’indifferenza»
Un sito internet per “accendere una luce” contro la tratta. A presentarlo, alla vigilia della prima Giornata internazionale, in programma il prossimo 8 febbraio, è stata suor Gabriella Bottani, coordinatrice della rete “Talitha Kum”. «Cliccando su www.a-light-against-human-trafficking.info –  ha spiegato la religiosa durante la conferenza stampa svoltasi oggi, 3 febbraio, presso la sala stampa della Santa Sede, –  si potranno leggere “storie di speranza” e scrivere il proprio nome e Paese di provenienza per dire: “Siamo contro la tratta».

L’esempio è santa Bakhita, che «nel suo percorso di vita – ha ricordato suor Bottani – è passata dalla schiavitù alla libertà. Possiamo così rischiarare il buio causato da tutto ciò che sfrutta la vita per fini di lucro, ridare speranza a chi vivi il dramma della tratta, rompere la crosta di superficialità e indifferenza che ci impedisce di riconoscere l’altra persona come fratello e sorella, ritrovare la forza di un’azione collettiva, riconoscere e rimuovere le cause che sostengono la tratta di persone in tutte le sue modalità».

«Per capire che cosa significhi tratta degli esseri umani, bisogna incontrare le vittime, ascoltarle, guardarle negli occhi, abbracciarle». Lo ha detto suor Valeria Gandini, missionaria comboniana, per 20 anni nel Centro di ascolto della Caritas di Verona e negli ultimi 5 in Sicilia, «terra ad alto rischio di sfruttamento per i migranti, per i tanti che arrivano: i richiedenti asilo, i minori non accompagnati, le donne, le vittime di tratta. Tutti, dopo una prima accoglienza sono lasciati a loro stessi».

Secondo i dati del ministero degli Interni, più di 160.000 migranti sono sbarcati nell’Isola nel 2014: per le vittime della tratta, c’è stato un incremento del 335% del numero delle donne nigeriane arrivate, 1.454 contro le 433 dell’anno precedente. «Ultimamente le ragazze sulla strada sono aumentate e sono sempre più giovani – dice la suor Gandini – . Vivono nella paura e sotto ricatto. Per questo, abbiamo scritto una lettera indirizzata ai clienti che distribuiamo ai gruppi giovanili, nelle parrocchie e quando abbiamo l’occasione. Ciò che serve, soprattutto – ha concluso la religiosa – , è ascolto, accompagnamento psicologico, consulenza legale, collaborazione con case di accoglienza attive nel territorio regionale e nazionale».

«Oggi milioni di bambini, uomini e donne sono venduti come schiavi, ridotti in schiavitù, vittime della prostituzione, del traffico di organi – ha ricordato suor Carmen Sammut, presidente dell’Unione internazionale delle superiore generali – e il nostro compito è dare voce a chi non ce l’ha, unendosi al Papa, che ha definito la tratta “un crimine contro l’umanità”».

«La tratta è un problema enorme – ha detto il cardinale Antonio Maria Vegliò, presidente del Pontificio Consiglio della pastorale per i migranti e gli itineranti – . Ogni anno, due milioni e mezzo di persone cadono in questa trappola». La Giornata dell’8 febbraio culminerà in un Messa celebrata dal cardinale João Braz de Aviz, prefetto della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica cui seguirà la partecipazione all’Angelus in piazza san Pietro con il Papa. Tutto sarà preceduto da una veglia di preghiera in programma il 6 febbraio nella basilica dei Santi Apostoli.

3 febbraio 2015