“Una Nessuna Centomila”: dopo il concerto, la fondazione

Il 26 settembre torna il live, che diventa un appuntamento fisso. I proventi a strutture impegnate nel contrasto alla violenza sulle donne. La sfida della prevenzione

“Una Nessuna Centomila”. Si intitolava così il concerto che nel giugno 2022 nell’Arena di Campovolo richiamava 100mila spettatori per dire no alla violenza di genere e sostenere economicamente i centri antiviolenza. Sul palco, 7 artiste: Fiorella Mannoia, Emma, Elisa, Gianna Nannini, Giorgia, Alessandra Amoroso e Laura Pausini. « A un anno di distanza da quell’esperienza meravigliosa, il più grande concerto mai realizzato contro la violenza sulle donne, sono due le novità che annunciamo – afferma Mannoia -: la prima è la nascita della fondazione Una Nessuna Centomila, la seconda è che il live torna il 26 settembre all’Arena di Verona e diventerà un appuntamento fisso negli anni».

A esibirsi, insieme all’interprete romana ci saranno Alessandra Amoroso, Annalisa, Elodie, Emma, Francesca Michielin, ma anche artisti uomini come Samuele Bersani, Brunori Sas, Tananai, Achille Lauro, oltre a diversi altri che verranno annunciati nelle prossime settimane. Ancora, «ci saranno anche Paola Turci e Noemi», rende noto Mannoia, mentre, a nome anche del cinema, Anna Foglietta ha dato la sua disponibilità a partecipare. I proventi del concerto verranno erogati a strutture individuate sulla base di criteri di trasparenza e tracciabilità, grazie al lavoro di selezione della fondazione, nata per sostenere la prevenzione e il contrasto delle violenza maschile sulle donne grazie alla volontà delle quattro fondatrici Fiorella Mannoia, Giulia Minoli, Celeste Costantino, Lella Palladin.

«Dopo il concerto di Campovolo di fronte a quelle 100mila persone e ai proventi che sono stati destinati ai 7 centri anti-violenza che avevamo selezionato – racconta Mannoia – ci siamo rese conto che non poteva finire lì perché è una cosa che non trova soluzione, anzi mi sembra che le cose stiano peggiorando dal punto di vista della violenza sulle donne. Così ci siamo interrogate su cosa potevamo fare e abbiamo deciso di creare questa fondazione, che è la prima a nascere da un concerto». L’obiettivo: «Aiutare le operatrici che lavorano sul campo, per aiutare le donne che chiedono aiuto. A loro bisogna trovare un posto di lavoro e dare un’autonomia finanziaria. Siamo felici che questa fondazione sia nata perché questo Paese ne aveva bisogno», sono ancora le parole della cantante.

Lo dimostrano i numeri: in Italia ogni 3 giorni una donna viene uccisa, il Paese è scivolato dal 63° al 73° posto nella classifica mondiale secondo il Global Gender Gap 2023, il tasso di occupazione femminile è fermo al 48.9%, il 60% delle donne vittima di violenza non è autonomo economicamente. In questo contesto, l’obiettivo della fondazione, inquadrata come ente del terzo settore, è promuovere la prevenzione e il contrasto alla violenza maschile sulle donne, sostenendo l’educazione all’affettività nelle scuole e il superamento di stereotipi e pregiudizi culturali che legittimano la violenza. Inoltre, si supporteranno i centri anti-violenza e le case rifugio, contribuendo al riconoscimento delle professionalità altamente specialistiche delle operatrici che accompagnano ogni anno migliaia di donne fuori dalla violenza.

Nelle parole di Celeste Costantino – vice presidente della fondazione insieme a Lella Palladino, mentre a Giulia Minoli va il compito di presidente -, «l’Italia è, insieme alla Grecia, l’unico Paese a non avere una forma di educazione all’affettività all’interno del nostro ordinamento scolastico. Un’educazione che serve a decostruire tutti quegli stereotipi a cui siamo abituati quotidianamente. Ancora viviamo dentro una bolla – prosegue – perché donne e vittime vengono rappresentate sempre alla stessa maniera. Una vittimizzazione che le racconta tumefatte, con le braccia che coprono il volto come se la violenza fosse solo fisica o “solo” maltrattamento. C’è una violenza di tipo economico, psicologica e burocratica in questo Paese. Per noi è fondamentale riuscire a sostenere le organizzazioni e le strutture, chi ha lavorato per cercare di diminuire questa situazione pesantissima. La violenza non può essere affrontata come un’emergenza».

4 luglio 2023