Unioni civili, Forum famiglie: gli atti di forza non aiutano

Il coordinamento delle associazioni familiari contesta l’accelerazione voluta dal Pd: «Non basta decidere, è fondamentale decidere bene»

Il coordinamento delle associazioni familiari contesta l’accelerazione voluta dal Pd: «Non basta decidere, è fondamentale decidere bene»
«Su una cosa non si può discutere: l’impianto della proposta Cirinnà sulle unioni civili ha diviso il Paese. Oltre all’ampio e appassionato dibattito parlamentare, sui giornali, sui media, ci sono montagne di sondaggi demoscopici che lo dimostrano, così come lo confermano le frequenti e spesso affollatissime manifestazioni di piazza promosse nei mesi scorsi». È il punto di partenza della riflessione del Forum famiglie a proposito dell’accelerazione voluta dal Pd in tema di unioni civili. «Con un atto di forza che ha ben pochi precedenti», i democratici, è l’osservazione del Forum, «pur in presenza di un rilevante dibattito al proprio interno, in pochissimi giorni hanno scelto di imporre un proprio testo direttamente all’esame dell’aula del Senato. Ad aggravare la negatività di questa accelerazione, il testo proposto non inserisce novità particolari, né fa tesoro della lunga e impegnativa discussione in Commissione Giustizia. Anzi, in modo anche un po’ beffardo, il “nuovo” testo è sostanzialmente una “copia conforme” del precedente testo Cirinnà».

Quello che viene contestato è il mancato rispetto «del lavoro parlamentare di questi mesi, delle indicazioni della Consulta e soprattutto dell’appello alla prudenza arrivato con chiarezza da tante parti del Paese». Si torna così a proporre «(o tentare di imporre) un simil-matrimonio per le unioni omosessuali, con tanto di possibilità di adottare i bambini (con la stechild adoption, nodo ampiamente contestato da tanti), con il rischio – reale e concreto – di poter accedere con facilità a forme di maternità surrogata inaccettabili, oltre che illegali». Grave, per le associazioni familiari, che su un tema così dirimente «per la vita quotidiana delle persone» si sia  scelta «una soluzione di forza, che divide, anziché unire. Divide nei partiti, nel governo, nel Parlamento, nel Paese. Su un tema così importante non basta decidere: è fondamentale decidere bene. Ci ripensi, chi cerca facili scorciatoie. Il Paese non resterà in silenzio».

14 ottobre 2015