Vaccinazioni anti Covid, attività ripresa a pieno regime

Il coordinatore dei Servizi sanitari di Croce Rossa Italiana Valerio Mogini: «La situazione è serena. Le persone hanno voglia di vaccinarsi e hanno ancora fiducia in questo ottimo farmaco che è AstraZeneca». Tra Termini e Fiumicino somministrate oltre 40mila dosi

All’ingresso dell’hub regionale di vaccinazione anti-Covid antistante la stazione Termini, sabato mattina, 20 marzo, c’era anche la signora Marta, 74 anni, accompagnata dalla figlia. «Mamma dopo giorni di paura e preoccupazione per le tante notizie sentite sui ritiri dei lotti e il blocco del vaccino AstraZeneca – ha spiegato la donna ai volontari della Croce Rossa che gestiscono il primo centro vaccinale italiano allestito in una stazione ferroviaria, oltre a quello di Fiumicino -, questa mattina ha trovato il coraggio di farselo inoculare. Sarebbe possibile anticipare la sua prenotazione prevista tra 5 giorni?». Cordiale ma negativa la risposta degli operatori dediti all’accoglienza degli utenti a piazza dei Cinquecento perché è indispensabile rispettare l’ordine di prenotazione affinché tutto proceda regolarmente.

Da venerdì pomeriggio, 19 marzo, è infatti ripresa a pieno regime l’attività di somministrazione del vaccino dopo il pronunciamento del giorno precedente da parte dell’Agenzia europea per i medicinali (Ema) e dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) sulla sicurezza di AstraZeneca, che era stato sospeso precauzionalmente su tutto il territorio nazionale lo scorso 15 marzo. «Abbiamo ricominciato e la situazione è serena – ha detto Valerio Mogini, coordinatore dei Servizi sanitari della Croce Rossa Italiana -. Già prima dell’orario di riapertura avevamo utenti in fila che si sono presentati in anticipo rispetto al loro appuntamento e questo ci dice che le persone hanno voglia di vaccinarsi e hanno ancora fiducia in questo ottimo farmaco che è AstraZeneca». Il referente dell’organizzazione di volontariato ha assicurato che «nessuno verrà lasciato indietro: tutti gli appuntamenti saltati nei giorni in cui abbiamo chiuso verranno riprogrammati insieme alle Asl di riferimento, in modo che al massimo in una settimana potremo ritornare in regola con quella che era la tabella di marcia. Intanto, tra Termini e Fiumicino, finora abbiamo somministrato oltre 40mila dosi».

In particolare, nella tensostruttura adibita nei pressi della stazione ferroviaria – che si estende su un’area di 750 mq ed è dotata di 17 postazioni di anamnesi e 24 dedicate alla vaccinazione, di cui 2 ad uso esclusivo delle persone diversamente abili – «vengono effettuate dalle 600 alle mille vaccinazioni giornaliere, dalle 8 alle 20, sabato e domenica compresi», ha spiegato uno dei 30 volontari che giornalmente prestano servizio all’hub di Termini. Per Nico, infermiere, impegnato nella somministrazione del vaccino agli utenti insieme ad altri 50 operatori sanitari, «lo stop dei giorni scorsi non indica una mancanza di sicurezza. Va compreso che per questo vaccino, come per tutti, c’è una stretta vigilanza da passare e questo deve tranquillizzare le persone che, inevitabilmente, si sono fatte invece prendere dal panico per le tante notizie allarmanti».

Tiziana, insegnante della scuola primaria paritaria “Madre Teresa Quaranta”, a Casal del Marmo, si è detta «non proprio serena dopo quanto è successo nei giorni passati» ma allo stesso tempo «non posso permettermi di non vaccinarmi sia per il lavoro che faccio, specialmente ora che l’età dei contagiati si è abbassata coinvolgendo anche bambini e ragazzi, sia per una situazione familiare rispetto a una patologia che interessa mio marito». Daniela, anche lei docente di una scuola primaria di Roma Nord, ha spiegato invece di essersi vaccinata «per dare un esempio ai miei alunni, perché credo nella scienza e nella competenza di chi ha prodotto i vaccini e per il bene comune».

Nell’area di osservazione post-somministrazione, dove gli utenti devono sostare 15 minuti prima di vedersi rilasciare il modulo che attesta l’avvenuta vaccinazione con il riferimento al lotto cui appartiene il vaccino ricevuto, anche Anacleto, 75 anni, «sereno e felice di essermi vaccinato, senza alcuna paura, perché nella vita ne ho superate tante di situazioni “toste” e questo momento è uno simile ma passerà».

22 marzo 2021