Vaiolo delle scimmie: i casi nel Lazio salgono a 3

Tutti sono stati presi in carico dallo Spallanzani. L’assessore alla Sanità D’Amato: già avviata indagine epidemiologica sul “paziente zero”. Nessuno, comunque, sarebbe in gravi condizioni

«Ho appena ricevuto notizia dal Seresmi (Servizio regionale per la sorveglianza delle malattie infettive) che anche gli altri due casi sospetti correlati con il caso zero italiano sono stati confermati, pertanto salgono a 3 i casi di vaiolo da scimmie, tutti presi in carico dall’Istituto Spallanzani. Ho aggiornato il ministro Speranza sull’evoluzione della situazione». L’assessore regionale alla Sanità Alessio D’Amato annuncia così, in una nota diffusa nella mattina di oggi, 20 maggio, il dato che si aspettava già da ieri: aumentano, nel Lazio, i casi di vaiolo delle scimmie ma, secodno quanto si apprende, nessuno sarebbe in gravi condizioni.

Di ieri, 19 maggio, la notizia del primo caso accertato a Roma, per il quale è stata immediatamente avviata un’indagine epidemiologica. «Sono stati messi a disposizione i nostri migliori professionisti, i cosiddetti cacciatori di virus, che stanno ricostruendo tutto l’albero dei contatti. Sono già stati isolati i primi contatti stretti con precise indicazioni e prescrizioni», il commento di D’Amato.

Raggiunto dall’AdnKronos, il virologo Mauro Pistello, direttore dell’Unità di virologia dell’azienda ospedaliera universitaria di Pisa e vicepresidente della società italiana di microbiologia, ha ricordato che essendo il periodo di incubazione di 2-3 settimane, «è un po’ presto» per dire se il caso individuato ieri allo Spallanzani possa realmente essere il “paziente zero” di un possibile focolaio. «Credo sia difficile – ha aggiunto -, dato che l’infezione ha sintomi evidenti ed è quindi facile da intercettare e isolare. Non credo si debba essere allarmati. Monitoriamo e tracciamo i contatti dei casi”», le sue parole.