Via dall’Iraq, famiglie in Giordania scrivono al Papa

«Fuggiti per non rinunciare a Cristo». Le voci raccolte dal parroco di Naour: «Preghiamo per chi ha versato il sangue di tanti innocenti»

«Fuggiti dalla nostra terra per non rinunciare a Cristo». Le testimonianze raccolte dal parroco di Naour: «Vogliamo pregare per chi ha versato il sangue di tanti innocenti»

«Siamo stati messi di fronte alla scelta di rinunciare alla nostra fede cristiana o essere uccisi. Abbiamo quindi dovuto abbandonare la nostra terra per il nostro Cristo, la nostra fede e i nostri principi». È quanto hanno scritto, in una lettera indirizzata a Papa Francesco, alcune famiglie irachene rifugiate da alcuni mesi nella parrocchia a Naour, in Giordania. A consegnarla nei giorni scorsi al Santo Padre è stato padre Rifat Bader, parroco a Naour. «Abbiamo scelto di andare lontano da casa pur amando il nostro Paese, preferendo diventare stranieri in terra straniera piuttosto che partecipare a questo male e a questa violenza disumana contro degli innocenti – è scritto nella missiva -. La nostra fede oggi è più forte di prima. Non abbiamo paura di nulla»

Il testo prosegue con un appello e un preghiera: «Per prima cosa vogliamo pregare per tutti coloro che sono la causa di tutti i mali e delle opere malvagie. Vogliamo pregare per tutti coloro che hanno versato il sangue di tanti innocenti, osservando le leggi del male e delle tenebre». Rivolgendosi al Papa, poi, chiedono la sua intercessione affinché coloro che seminano sangue e violenza «possano pentirsi davanti al loro Creatore, in modo che possano diventare strumenti di pace e di amore, e non più strumenti nelle mani del Maligno, perché possano diventare veri figli di Dio».

11 marzo 2015