Vittime civili di guerra, Mattarella: «Promuovere cultura di pace»

Il presidente della Repubblica nella Giornata nazionale: «Dal Medioriente all’Ucraina, bilancio in allarmante crescita. Sono fatti inaccettabili». Vicinanza alle famiglie

Parla di un «costante incremento delle vittime civili nella aree che sono teatro di guerra», il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. L’occasione è la Giornata nazionale delle vittime civili delle guerre e dei conflitti nel mondo, che si celebra oggi, 1° febbraio. «Dai conflitti in Medioriente alla guerra in Ucraina, il bilancio delle vittime è in allarmante crescita – le parole del capo dello Stato -. Sono fatti inaccettabili, che offendono i valori umanitari e di solidarietà su cui si basa la cooperazione tra popoli e nazioni e violano i principi del diritto internazionale umanitario da applicare negli scontri armati».

Il capo dello Stato cita lo Statuto delle Nazioni Unite per ammonire che «il flagello della guerra porta indicibili afflizioni all’umanità», evidenziando che «colpisce le fasce più vulnerabili della popolazione: bambini, famiglie, persone che non prendono parte alle ostilità, tutti coloro che, secondo i principi stabiliti dalle Convenzioni di Ginevra, devono essere protetti e trattati con umanità in ogni circostanza». Proprio per questo, è «imprescindibile», nell’analisi di Mattarella, «promuovere la cultura della pace, ottenere il rispetto della popolazione civile nei conflitti, per scuotere le coscienze ed evitare gli orrori che derivano da ogni forma di uso indiscriminato della forza nelle relazioni tra i popoli».

Nella Giornata, la Repubblica, conclude il presidente, «commemora tutte le vittime civili delle guerre e dei conflitti ed esprime vicinanza ai loro familiari».

1° febbraio 2024