Welfare e diritti: la “controfinanziaria” da 38 miliardi di Sbilanciamoci

Da fisco e finanza a istruzione e ambiente: la Campagna analizza la Legge di bilancio e delinea una manovra economica alternativa. Marcon: «Servono investimenti pubblici per consumi e produzioni legate ai nuovi bisogni sociali»

La Campagna Sbilanciamoci! ha presentato ieri, 27 novembre, a Roma  la sua “Controfinanziaria”, giunta alla ventesima edizione. Il Rapporto intitolato “Come usare la spesa pubblica per i diritti, la pace e l’ambiente”, come ogni anno esamina in dettaglio il Disegno di Legge di Bilancio 2019 e delinea una manovra economica alternativa articolata in sette aree chiave di analisi e intervento. Dal fisco e finanza al lavoro e al reddito, dall’istruzione e la cultura all’ambiente, dal welfare all’altraeconomia, passando per la pace e la cooperazione internazionale: «Proposte puntuali e praticabili da subito per contrastare le disuguaglianze e garantire giustizia, diritti e sostenibilità all’Italia», spiega la Campagna. Non un “libro dei sogni” ma una «contromanovra di bilancio da 38,5 miliardi di euro a saldo zero e 101 proposte specifiche, concrete e dettagliate»

«Il nostro Rapporto 2019 – afferma il portavoce di Sbilanciamoci! Giulio Marcon – contiene la Legge di Bilancio che vorremmo, quella del cambiamento, ma quello vero. Con le 101 proposte che abbiamo elaborato, delineiamo una diversa idea di economia, di spesa pubblica, di modello di sviluppo. Crediamo che sia necessario e urgente cambiare pagina, un salto di paradigma, un’inversione di rotta rispetto alle politiche neoliberiste di questi anni. Bisogna rimettere al centro la politica». Per Marcon, «servono investimenti pubblici per consumi e produzioni legate alla green economy e ai nuovi bisogni sociali, capaci di produrre qualità sociale ed eguaglianza. Per questo sono fondamentali politiche redistributive che intacchino privilegi, rendite di posizione, ricchezze abnormi. Il welfare non è un costo, è un diritto ed è un investimento. Una società più istruita, formata e sana esprime anche un’economia più innovativa e capace di futuro. Abbiamo bisogno di una radicale riconversione ecologica e civile dell’economia. Dobbiamo eliminare i sussidi ambientali dannosi e ridurre drasticamente le spese militari».

28 novembre 2018