Yemen, anche 10 bambini tra le vittime degli ultimi attacchi aerei

Save the Children: «Minacciato il lavoro umanitario per salvare vite e combattere la pandemia». Triplicato dallo scorso maggio il numero delle vittime civili

17 vittime civili, tra cui 10 bambini. È il bilancio degli ultimi 4 giorni di attacchi nello Yemen, aggiornato ieri, 15 luglio, da Save the Children. L’ultimo attacco nel governatorato di Al Jawf, con 9 vittime, tra cui 4 bambini, a soli tre giorni da un raid aereo che secondo le autorità locali ha ucciso 6 piccoli e 2 donne.

«La notizia che i bambini siano la maggioranza delle vittime civili in questi quattro giorni ci lascia inorriditi», dichiara Xavier Joubert, direttore di Save the  Children in Yemen. I piccoli, prosegue, «stanno pagando con la loro vita una guerra nella quale non c’entrano nulla, che fa a pezzi le famiglie mentre gli attacchi aerei continuano a colpire indiscriminatamente i civili». Per Joubert, «è incomprensibile come in un momento nel quale il Paese dovrebbe essere concentrato nel combattere la pandemia gli attacchi aerei addirittura aumentino».

Lo dimostrano i dati: gli attacchi di questo mese confermano un’escalation di violenza in Yemen che, secondo lo Yemen Data Project, ha triplicato dallo scorso maggio il numero delle vittime civili. Nei primi 6 mesi del 2020 c’è stato un incremento del 139%, rispetto agli ultimi 6 mesi del 2019, della frequenza dei bombardamenti da parte della coalizione guidata da Arabia Saudita ed Emirati. L’escalation della violenza nelle ultime settimane arriva dopo che il segretario generale delle Nazioni Unite non ha incluso la colazione guidata dall’Arabia Saudita ed Emirati nel Report annuale sui Bambini e i conflitti armati, nonostante tutte le gravi violazioni commesse contro i bambini in Yemen nel 2019.

«Questi attacchi – conclude Joubert – non minacciano direttamente solo la vita dei bambini ma anche il lavoro umanitario per salvare le vite e gli sforzi per combattere la pandemia di coronavirus che, come sottolineano molti operatori sanitari, si sta diffondendo senza controllo e senza minime azioni di test. Chiediamo a tutte le parti coinvolte e alla comunità internazionale di attenuare il conflitto – è l’appello – e lavorare a una soluzione politica per quella che è ormai la più grande crisi umanitaria del mondo».

16 luglio 2020