Yemen, Hinder: «L’appello del Papa per padre Tom arrivi ai sequestratori»

Il vicario apostolico per l’Arabia meridionale interviene dopo le parole di Francesco al Regina Coeli: «Ci speravamo e ci hanno dato conforto»

Il vicario apostolico per l’Arabia meridionale interviene dopo le parole di Francesco al Regina Coeli del 10 aprile: «Ci speravamo e ci hanno dato conforto»

«Nella speranza donataci da Cristo risorto, rinnovo il mio appello per la liberazione di tutte le persone sequestrate in zone di conflitto armato; in particolare desidero ricordare il sacerdote salesiano Tom Uzhunnalil, rapito ad Aden nello Yemen il 4 marzo scorso». Sono le parole pronunciate ieri, domenica 10 aprile, da Francesco al termine della preghiera del Regina Coeli in piazza San Pietro. Un appello che ha portato «conforto» tra le comunità cattoliche sparse nella penisola arabica.

A riferirlo è monsignor Paul Hinder, il vicario apostolico per l’Arabia meridionale. «Non ci sono ancora notizie intorno al rapimento di padre Tom – evidenzia -. Ma ci ha dato conforto anche ascoltare l’appello per la sua liberazione che ieri Papa Francesco ha lanciato da piazza San Pietro. Speravamo in quell’appello, e adesso speriamo che esso arrivi anche a quelli che lo tengono sotto sequestro e alle loro coscienze. È questa, adesso,  la cosa importante».

Il sacerdote salesiano indiano Tom Uzhunnalil è stato sequestrato da un commando di terroristi jihadisti il 4 marzo scorso, in una casa di Aden nella quale le Missionarie della Carità assistono gli anziani. Nel corso dell’assalto sono state massacrate 4 religiose, insieme ad altre 12 persone. Per la sua liberazione è al lavoro anche la diplomazia: all’inizio di aprile una delegazione della Conferenza episcopale indiana, riferisce l’Agenzia Fides, ha incontrato il ministro indiano per gli Affari esteri Sushma Swaraj, che ha cofnermato l’impegno del governo indiano per riportare a casa padre Tom.

11 aprile 2016