Zuppi ai patriarchi del Medio Oriente: «Apprensione per l’inasprirsi delle violenze»
Il messaggio del presidente Cei: «Fraterna vicinanza e sincera solidarietà». La forte preoccupazione che «le comunità cristiane, culla della nostra fede, possano perdere la speranza»
Il presidente della Cei Matteo Zuppi scrive ai patriarchi del Medio Oriente esprimendo «fraterna vicinanza e sincera solidarietà» ai vescovi, al clero, ai consacrati e alle popolazioni colpite dalla guerra. A nome della presidenza della Conferenza dei vescovi italiani, il cardinale manifesta «apprensione» per «l’inasprirsi delle violenze che continuano a provocare sofferenza, ferite e lutti, gravando soprattutto sui più fragili: famiglie, bambini, anziani, malati, persone costrette a lasciare le proprie case o a vivere nell’incertezza quotidiana. Ci preoccupa fortemente – aggiunge – il fatto che le comunità cristiane del Medio Oriente, culla della nostra fede, già messe a dura prova da anni di violenza e da episodi di persecuzione, possano perdere la speranza e, soprattutto, che le giovani generazioni decidano di abbandonare la terra in cui sono nate».
Il porporato lo ribadisce con forza: «Il grido di chi soffre interpella la coscienza di tutti e non può essere ignorato». La guerra, rimarca, «non è e non può mai essere la risposta. La logica della forza non può sostituirsi alla paziente arte del dialogo e della diplomazia, unica via percorribile per la composizione delle contese e per la costruzione di una pace giusta e duratura». Rinnova quindi l’appello di Papa Leone affinché «tacciano le armi, cessino i bombardamenti, si giunga senza indugio a un cessate il fuoco e si rafforzi il dialogo per aprire la strada alla pace».
Domani, 13 marzo, ricorda ancora Zuppi, la Chiesa italiana vivrà una Giornata di preghiera e digiuno per la pace, durante la quale si farà memoria in modo particolare di padre Pierre Al-Rahi, sacerdote ucciso in un attacco in Libano, e delle martoriate Chiese del Medio Oriente.
12 marzo 2026

