Catecumeni, l’iscrizione del nome

In 94 hanno partecipato al rito presieduto dal cardinale Vallini: uomini e donne dai 15 ai 64 anni, impegnati in un cammino che li condurrà ai sacramenti dell’iniziazione, la notte di Pasqua di Nicolò Maria Iannello

Sono seduti a semicerchio davanti all’altare della basilica di San Giovanni in Laterano. Dietro di loro, i padrini e le madrine a sostenerli. C’è grande emozione e attesa tra i 94 catecumeni che nel pomeriggio di sabato 25 febbraio hanno partecipato al rito dell’iscrizione del nome presieduto dal cardinale vicario Agostino Vallini. Una tappa importante per questi giovani provenienti da diverse parrocchie e movimenti ecclesiali, che, dopo due anni di preparazione, la notte di Pasqua riceveranno i sacramenti dell’iniziazione cristiana.

La più piccola di loro ha 15 anni, la più grande 64; per la maggior parte sono donne, in tutto 63, mentre gli uomini sono 32. Più della metà, in tutto 55, sono italiani; gli altri sono di varie nazionalità: albanesi, nigeriani, iraniani, cinesi, argentini, slovacchi, rumeni. Le loro storie e i loro percorsi sono differenti: alcuni vengono dall’agnosticismo, altri dall’ateismo; alcuni erano testimoni di Geova o aderenti al confucianesimo. Ma tutti oggi sono accomunati dalla ricerca di Gesù che hanno incontrato lungo il loro cammino nei modi più diversi.

Come racconta in una lettera Michela (il nome è di fantasia), una donna italiana di 36 anni: «Da bambina ho frequentato il catechismo ma purtroppo i miei genitori hanno deciso che non dovevo battezzarmi: se avessi voluto, lo avrei fatto da grande con più consapevolezza». Poi un giorno la scoperta di una malattia: «Mi è crollato il mondo addosso e da lì è iniziato il mio percorso». Oggi Michela è guarita ma ricorda ancora come in quel periodo avesse trovato «conforto nella preghiera» e avesse sentito «di essere compresa, ascoltata e aiutata da Dio».

Il cammino di conversione di Amina invece (anche per lei un nome di fantasia), una giovane donna di 30 anni di origini africane, comincia quando comprende «di avere bisogno di credere in qualcosa che sicuramente non mi posso costruire con le mie mani». È così quindi che Amina sceglie «liberamente quello in cui credere e quindi di aderire al cristianesimo». E oggi ammette di sperimentare che «vivere con Cristo può cambiare la vita».

A loro due e a tutti gli altri catecumeni ha rivolto parole di incoraggiamento il cardinale Vallini, durante l’omelia. «Vi parlo raccontandovi una storia – ha esordito il porporato – ed è quella di tanti uomini e donne che ho incontrato e che nel cuore avevano delle domande profonde: “Chi è l’uomo? Perché soffre? Qual è la sua meta?». Interrogativi profondi ai quali «si può rispondere o vivendo la propria vita pensando di bastare a se stessi oppure aprendosi alla speranza che è Cristo». E a voi «come ad Agostino Dio ha dato una luce che illumina la vostra vita e vi ha fatto comprendere che vi ama». Un’ammonizione poi, da parte del cardinale Vallini, che è anche un avvertimento: «Non basta essere battezzati per essere immuni dal male: bisogna vivere con coerenza la propria fede, innamorandosi della Parola, che dovrete leggere spesso, dei sacramenti e dell’Eucaristia». Non ultima la carità: «Mostratevi uomini buoni, che imparano a perdonare, andando oltre la giustizia».

Dopo l’omelia i catecumeni sono stati chiamati per nome al quale ne hanno aggiunto uno della tradizione cristiana. Poi dopo alcune testimonianze sono stati congedati dall’assemblea e con monsignor Andrea Lonardo, direttore dell’Ufficio catechistico e Servizio per il catecumenato della diocesi, si sono recati nella cappella del Coro per un momento di riflessione e per apporre la loro firma nel Libro degli eletti con cui «chiedono il battesimo alla Chiesa, che accoglie la loro richiesta», ha spiegato don Lonardo.

A conclusione della liturgia il cardinale Vallini ha ricordato ai padrini e alle madrine l’importanza del loro ruolo: «Non sparite dalle vite di questi giovani ai quali siete legati da una parentela spirituale ma siate testimonianza con una vita piena e coinvolgente».

27 febbraio 2012

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