“Transformers 4”, spettacolo frastornante
Continua la saga delle macchine aliene che ha fatto segnare cifre record ai botteghini. Ammalato di gigantismo, film da vedere come sintesi delle infinite possibilità delle tecnologie moderne di Massimo Giraldi
Un poema storico fatto di simboli e di metafore, tutto riletto con taglio ruvido. Un universo più vero del realismo magico eppure già leggendario mentre si svolge. Con un disegno qua e là inquieto e visionario
Un film con una trama psicologia molto fitta che mette a nudo in modo diretto superficialità e cinismo di una famiglia disfunzionale con dei genitori troppo «adulti» per pensare ai piccoli
La materia da dipanare è tanta, severa e incandescente. Col pretesto del flash-back, spezzoni di cinegiornali si inseriscono nel corpo della finzione ma manca l’occhio poeticamente visionario
Il film scritto e diretto da Alice Rohrwacher ha vinto il Grand Prix di Cannes 67. La scelta dei temi è affidata ad un linguaggio espressivo ermetico. Film molto problematico, molto adatto per riflessioni
A partire dal 15 maggio, il film del regista 28enne realizzato grazie al crowdfunding arriva nelle sale romane. Nel piccolo centro di Avila arriva la notizia che il sole si spegnerà
Alla maniera di Disney, ma moltiplicando gli effetti per cento, il racconto è interrotto e allietato da brani, danze, balli che rimandano l’irresistibile allegria dei luoghi e delle atmosfere esotiche
La scommessa è stata quella di coniugare le logiche della spettacolarità americana con le suggestioni derivate dal fascino di tornare a occuparsi del destino dell’uomo nella logica dell'«amore» che vince
Con l’ultimo film si conferma regista di forte sensibilità, capace di ricercare un dialogo forse impossibile tra favola e realismo, utopia e cronaca, dolore e gioia del nucleo familiare
Il racconto emoziona perché i toni futuribili rivelano emozioni e sensibilità senza tempo. Una parabola sofferta e poetica, campanello d’allarme per insane passioni virtuali
L’adattamento costruisce bene luoghi e atmosfere. Meno riuscito è lo sviluppo narrativo. La regia di Gans sceglie un montaggio che confonde le idee e toglie la necessaria aria di sentimentalismo
Il film non convince sempre ma conquista per una malinconica onestà di fondo, per la sincerità espressiva con la quale si getta nei problemi dell’Italia contemporanea. Un nuovo capitolo della commedia umana del regista
La lotta per la sopravvivenza finisce per toccare sfumature spirituali, laddove solitudine significa necessità di affidarsi a una presenza in grado di colmare le paure interiori. Il film deve quasi tutto al protagonista
C'è un «dopo» nei sopravvissuti, quasi sempre altrettanto doloroso. Faenza lo racconta come sa fare, con chiarezza, pulizia narrativa. Il monito che lancia è netto, e il film ben si presta ad un utilizzo duraturo
Il regista livornese alle prese con un genere per lui inedito. Nel suo nuovo film racconta un giallo lombardo dalle dinamiche narrative logiche e precise; una radiografia sociale asciutta, quasi neutra
Nelle sale il film di Frears, Leone per la migliore sceneggiatura a Venezia, che ha ottenuto molti riconoscimenti «collaterali», tra i quali il Premio Signis, assegnato dalla giuria cattolica internazionale
La ritualità della morte diventa, nel film di Umberto Pasolini, richiamo alla vita che si fa incontro tra anima, corpo, spirito. Un invito al rispetto, alla ricerca di equilibri interiori, all’amore che aiuta a crescere
Il secondo capitolo cinematografico della saga di Suzanne Collins perde freschezza e inventiva. Il copione naviga a vista dentro uno scenario fantastico che non si sa come definire né motivare a livello visivo
Dopo aver debuttato al Festival Internazionale del Film di Roma, è nelle sale «L’ultima ruota del carro» con Elio Germano. Al cinema la finzione è più credibile del vero che, spesso, diventa solo un peso
Distribuito in 1.250 sale, è il terzo film del comico pugliese dopo Cado dalle nubi e Che bella giornata. Tra politicamente scorretto e una comicità che prende tutti nel mirino, il meccanismo continua a funzionare
Luoghi suggestivi, paesaggi dal fascino antico e immutabile dove si svolge una vita legata a tradizioni lontane. Una radiografia acuta e pertinente, occasione per riflettere su un tema che ormai è nella nostra pelle
C’è un filo metafisico-spirituale a legare immagini e parole di un film ricco di spunti, inquieto, emozionante, sempre di spiccata sensibilità narrativa e filosofica. Un’opera che forse avrebbe meritato il Leone d’oro
La Dante, esordiente regista di “Via Castellana Bandiera”, racconta il suo “western” metropolitano ambientato a Palermo. L’occhio che analizza il conflitto tra donne è opaco, duro, incattivito
Il regista, Paolo Zecca, cerca un tocco d’autore scegliendo il bianco e nero, conferendo maggiore rilevanza ai passaggi narrativi diluiti tra epico, grottesco e surreale
Una scorribanda tra magia, finzione, realtà e doppio gioco in una pellicola che richiama alla memoria i tempi in cui i film venivano proiettati su una lanterna magica
Nel film che ha vinto la Semaine de la Critique a Cannes, la fotografia livida di Ciprì rende bene l’affiorare di dubbi e desideri dentro modi di secolare immobilismo
Il film, premiato a Berlino con l’Orso d’Oro, è specchio della mente e del cuore di una nazione e del suo complicato procedere nelle trappole della modernità
Tutti pazzi per Rose. Un viaggio onorico ben calato nella realtà a cavallo tra anni '50 e '60. Una commedia di costume tra cronaca e storia
Nella vicenda di Jep Gambardella lo strisciante nichilismo di una felicità col fiato corto accumulata come polvere tra le strade e i palazzi di una città in disfacimento
Quasi 40 anni dopo l'ultima trasposizione, torna sul grande schermo il capolavoro di Francis Scott Fitzgerlad, riproposto da Buz Luhrmann. Uno scenario in preda al peccato e alle colpe