Al Gonfalone musica per il Mozambico

Il maestro Fedeli suona uno Stradivari per la onlus “O Viveiro”: l’obiettivo del concerto è raccogliere fondi per una struttura di accoglienza per bambine nel Paese africano di P. F.

Cosa lega Antonio Stradivari e una bambina del Mozambico? Avrebbe mai immaginato il più celebre dei mastri liutai, che uno dei suoi violini più pregiati, uso a i più raffinati uditori d’Europa, avrebbe un giorno levato il suo canto in onore di una anonima bambina africana, forse completamente ignara del mondo della liuteria d’autore? L’improbabile “serenata” avrà luogo venerdì 12 prossimo, ore 21. Nelle meravigliose stanze dell’Oratorio del Gonfalone, a Roma, il prodigio si ripeterà, il leggendario strumento tornerà a far sentire la sua magia, questa volta a sostegno di un progetto umanitario. Al violino, il maestro Matteo Fedeli, artista di fama internazionale, noto per il suo impegno a divulgare la magia dello Stradivari presso i profani; al pianoforte, degno co-protagonista, il maestro Andrea Carcano. Il programma: Tschaikowsky, Fauré, Farkas, Tanz, Saint-Saens, Pente, Ries, Massenet, Bartok.

A Promuovere l’evento, “O Viveiro” Onlus, associazione umanitaria nata nel 2006 su impulso di un sacerdote mozambicano, per iniziativa del priore cistercense padre Giuseppe Gaffurini e di un ristretto numero di persone a lui vicine, impegnata in iniziative volte a favorire lo sviluppo educativo, culturale e professionale delle bambine disagiate. L’associazione, presieduta Flaminia Giovanelli – la prima donna laica nominata sottosegretario del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace – offre ai musicofili romani un concerto per stradivari e solidarietà, all’interno del progetto “Educare una bambina per educare un popolo”, finalizzato alla realizzazione di centri di accoglienza e formazione umana di bambine e ragazze fra i 10 e i 18 anni.

I proventi del concerto saranno devoluti al completamento di una struttura di accoglienza, comprensiva di un centro di studio, un refettorio, laboratori professionali, un’infemeria; un “vivaio” (o viveiro, in portoghese) dove le bambine, per lo più orfane, possano formarsi, preparandosi a divenire donne, mogli e madri capaci di contribuire allo sviluppo e alla promozione della dignità umana in uno dei paesi più poveri del mondo.

10 novembre 2010

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