Al via il festival di Nuova Consonanza

Si accordano gli strumenti per la manifestazione in cartellone fino al 19 dicembre. Quest’anno l’obiettivo della kermesse è di esplorare il rapporto tra musiche e contesti storici diversi di Mariaelena Finessi

Con un omaggio alla musica di John Cage, Steve Reich e Ivan Fedele, il Quartetto Prometeo inaugura, venerdì 18 novembre alle ore 21, ilFestival di Nuova Consonanza. La scenografia è quella di Villa Aurelia, la suggestiva sede dell’Accademia Americana di Roma, in Largo di Porta San Pancrazio. Fausto Sebastiani, presidente della storica associazione dedita alla promozione della musica contemporanea, spiega il titolo, «Ri/Modulazione», dato a questa 48ª edizione della kermesse: «Se modulazione è spostamento da un centro tonale a un altro o, più modernamente, slittamento di frequenze, ri-modulazione vuol dire assumere l’idea di un dinamismo concettuale che abbandona termini definitivi e ingloba la forma del dialogo come via possibile per comprendere la storia della musica». Il fine del festival è allora quello di «esplorare precisamente il rapporto e la relazione tra musiche e contesti storici diversi perché se ci sono musiche che dialogano con la storia e musiche che se ne discostano, cercando altre strade, tutte rappresentano però quella molteplicità espressiva che caratterizza l’oggi». Di più, «il titolo è volutamente provocatorio» perché appartiene anche al vocabolario «amministrativo», tant’è che «quando si operano dei tagli ai finanziamenti, occorre rimodulare i preventivi di spesa». Nonostante la scelta delle istituzioni di ridurre il budget per le attività culturali, «continuiamo a fare musica, sorretti dal desiderio di esserci e reagire», conclude Sebastiani

Il passato che si lega al presente e, questi, che del primo si nutre, tanto in ambito musicale quanto sul piano delle dinamiche storico-sociali. In fondo è un po’ questa la ragione che sorregge il festival Nuova Consonanza. In tutto, sei appuntamenti realizzati con la collaborazione di prestigiose istituzioni musicali e di cultura, sia italiane che straniere, mentre Rai-Radio Tre manderà successivamente in onda alcuni concerti. All’interno di Nuova Consonanza Domenica 20 novembre torna invece ”Festa d’autunno” che dedica la giornata ai 150 anni dell’Unità d’Italia con un focus, tra gli altri, sull’uso di strumenti della tradizione popolare che molto hanno contribuito alla diffusione del patrimonio colto.

Non mancano progetti sperimentali di un certo interesse tecnologico: dieci prime esecuzioni assolute, nuove installazioni, proiezioni di film storici con colonne sonore e la prima di ”So che ti perderò”, alle ore 20, monologo con musica per Chet Baker, omaggio alla vita e alla musica del grande jazzista statunitense.

Il festival prosegue alla Sala Casella, in via Flaminia 118, mercoledì 30 novembre con «Cantabile e Presto», recital per flauto e pianoforte. Uno zoom su alcuni capolavori musicali del passato ma significativi per la musica d’oggi, interpretati da Mario Caroli e Horia Maxim. Il 4 dicembre, sempre alla Sala Casella, verrà eseguita dall’Ensemble Algoritmo, diretto da Marco Angius, la composizione «Serenata per il XXI secolo». In scaletta, anche musiche di Aldo Clementi compositore e socio fondatore dell’associazione Nuova Consonanza, scomparso proprio quest’anno. Dal 12 al 16 dicembre, il francese Philippe Manoury proverà a dimostrare nell’ambito di un workshop compositivo, presso il Conservatorio di S. Cecilia, in via dei Greci, come Bach e il suo contrappunto abbiano influenzato la produzione musicale di tutti i tempi. La conclusione del festival, il 19 dicembre, con un concerto ad ingresso libero, presso la Sala Accademica del conservatorio di musica “Santa Cecilia” con Emanuele Arciuli che proporrà le grandi pagine del “pianoforte romantico” per arrivare, ancora una volta, alle musiche di oggi che, in quelle del passato, hanno trovato ispirazione e linfa.

18 novembre 2011

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